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lunedì 23 ottobre, 2017
Mercoledì, 11 Ottobre 2017 15:52

Agostino Calatabiano una speranza per tanti

E’ tornato in campo Agostino Calatabiano, giovane promessa del calcio siciliano, finito in coma dopo un incidente sul rettangolo di gioco avvenuto il 20 novembre del 2016 nella partita tra la sua Bolognetta e il Villabate.
Calatabiano, 18 anni, è stato preso in cura nel gennaio del 2017 dai sanitari della Fondazione Giglio di Cefalù. A marzo, il risveglio, con l’uscita dal coma e l’inizio del lungo periodo di riabilitazione che lo ha rimesso in piedi.
Gaetano Buono, uno degli infermieri con la passione per il calcio che lo ha seguito in reparto, e gli stessi familiari del giovane calciatore hanno voluto organizzare la “partita del risveglio” coinvolgendo alcune vecchie glorie del Palermo e la squadra locale la Asd Proloco di Sant’Ambrogio che milita in prima categoria. Gli ex del Palermo hanno indossato la maglia numero 10 la stessa di Agostino. In campo, tra gli altri, sono scesi Fabrizio Miccoli, Ciccio Galeoto, Tanino Vasari, Giorgio Corona, Giovanni Di Somma.

Una partita per la cronaca finita in parità 2-2 con un goal di Agostino.

Il risveglio di Agostino e il ritorno nel rettangolo di gioco sono un messaggio di speranza e di coraggio per pazienti e familiari che vivono traumi simili.
Sugli spalti, del Santa Barbara di Cefalù, ha assistito all’incontro lo staff medico che ha preso in cura la giovane promessa del calcio durante la degenza in ospedale con in testa il responsabile dell’unità operativa di riabilitazione, Giuseppe Galardi.
“Agostino è stato costante nel suo impegno – ha detto voluto sottolineare Galardi. Ha effettuato con determinazione gli esercizi che gli venivano affidati impegnandosi con educata ironia, uno degli aspetti del carattere che lo contraddistingue. Ha eseguito anche compiti inusuali, in uno ospedale, ovvero giocare a pallone e correre nel corridoio. Agostino – ha concluso Galardi - sta terminando il percorso di riabilitazione ospedaliera, sotto la guida attenta della dottoressa Cristina Boccagni, e poi potrà continuare con gli allenamenti sul campo”.
In una nota il direttore generale Vittorio Virgilio ha voluto evidenziare “la passione, la grande capacità e l’umanità del gruppo della riabilitazione nel prendersi cura dei pazienti con risultati importanti”.

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Torna in campo Agostino Calatabiano la giovane promessa del calcio siciliano, finito in coma dopo un incidente sul rettangolo di gioco avvenuto il 20 novembre del 2016 nella partita tra la sua Bolognetta e il Villabate.

Calatabiano, 18 anni, è stato preso in cura nel gennaio del 2017 dai sanitari della Fondazione Giglio di Cefalù. A marzo, il risveglio, con l’uscita dal coma e l’inizio del lungo periodo di riabilitazione che lo ha rimesso in piedi.
Per Agostino si erano mobilitati in tanti del mondo dello sport, ed oggi, alle 17.30, sul campo del Santa Barbara di Cefalù, si disputerà “la partita del risveglio. L’hanno voluta chiamare così i familiari e l’infermiere dalla riabilitazione Gaetano Buono, organizzatore dell’incontro, con la passione per il calcio a cui dedica, da allenatore, il tempo libero.
In campo ci saranno le vecchie glorie del Palermo Fabrizio Miccoli, Ciccio Galeoto, Tanino Vasari, Giorgio Corona, Giovanni Di Somma e tanti altri in un’ amichevole con la Asd Proloco di Sant’Ambrogio, formazione che milita in prima categoria.
Ad Agostino spetterà il calcio di inizio e qualche palleggio che non ha esitato a scambiare anche durante il ricovero. Tra il pubblico anche lo sfaff medico che lo ha seguito durante la degenza.

“Agostino è stato costante nel suo impegno – ha detto il responsabile della riabilitazione, Giuseppe Galardi. Ha effettuato con determinazione gli esercizi che gli venivano affidati impegnandosi con educata ironia, uno degli aspetti del carattere che lo contraddistingue. Ha eseguito anche compiti inusuali, in uno ospedale, ovvero giocare a pallone e correre nel corridoio. Agostino – ha concluso Galardi - sta terminando il percorso di riabilitazione ospedaliera, sotto la guida attenta della dottoressa Cristina Boccagni, e poi potrà continuare con gli allenamenti sul campo”.
A sottolineare la professionalità dello staff medico del Giglio è il direttore generale, Vittorio Virgilio, che ha voluto evidenziare “la passione, la grande capacità e l’umanità del gruppo della riabilitazione nel prendersi cura dei pazienti con risultati importanti”.
18 vl/come 2017

Pubblicato in Comunicati stampa

26.03.2017

La Sicilia - Mondo Medico 

Intervista a Giuseppe Galardi 

«Con l ' apprendimento una funzione persa può essere recuperata»

Il dott. Galardi: «Molto importante l ' interazione uomo-macchina»

E' tornata in Sicilia, sotto la direzione ' scientifica del dott. Giuseppe Galardi, responsabile della riabilitazione della Fondazione Giglio di Cefalù e Stefano Masiero dell'Università degli studi di Padova, la settima edizione del corso di riabilitazione e neurofisiologia clinica. Sessanta relatori, provenienti da tntta Italia, per una settimana si sono confrontati a Cefalù, sulle sfide della riabilitazione neurologica partendo.

Si è parlato di stroke, dei disturbi cognitivi come l'ictus, di stato vegetativo, di lesioni midollari, di disturbi del cammino, di parkinson e della Sclerosi Laterale Amiotrofica. Per ognuno degli argomenti sono stati affrontati l'inquadramento clínico generale, i meccanismi fisio-patologici di sviluppo del danno, le disabilità conseguenti, le indagini di tipo neurofisiologico e le tecniche di riabilitazione. «Il corso - dice il dott. Galardi - è nato nel 2011 dall'esperienza del personale dell'unità di risveglio del San Raffaele Giglio di Cefalù. Poi è maturata la necessità di confronto con gruppi individuati nei maggiori centri di neuroriabilitazione esistenti m Italia. Dopo tré edizioni a Padova col prof. Masiero, direttore della scuola di specializzazione di medicina fisica e riabilitazione, la settima ha segnato il ritorno in Sicilia, ad affermare l'orgoglio siciliano della genitura di un'iniziativa formativa di successo».

Qual è lo stato dell'arte della riabilitazione, quali le nuove frontiere?

«La conoscenza del danno, l'estrensicazione attraverso i meccanismi neuro fisiologici, e la moderna riabilitazione».

Spieghi meglio «Per la conoscenza del danno contribuiscono le moderne tecniche di indagine che sono la Tac, la risonanza magnetica, la Pet e le indagini neurofisiologiche». «Laneurofisiologiarappresenta, invece, la disciplina che studia i meccanismi del recupero che avvengono per modificazione delle connessioni sinaptiche all'interno del nostro sistema nervoso. La moderna neuroriabilitazione si basa sul principio dell'apprendimento. Una funzione persa può essere recuperata qualora nel cervello si organizzino circuiti collegati all'apprendimento dell'azione».

Come?

«Attraverso una ripetizione precoce e numerosa delle azioni da svolgere nonché sulla immaginazione dell'azione». «Per immaginare un'azione è necessario che le funzioni cognitive siano integre da cui si parte nella moderna neuro riabilitazione. L'esecuzione degli esercizi per l'apprendimento di una attività andranno somministrati precocemente e più volte. Facilita le ripetizioni multiple l'uso delle nuove tecnologie riabilitative ed ancora meglio quelle che contengono l'interazione reciproca "uomo-macchina". Proprio il feedback è l'elemento distintivo delle tecnologie robotiche».

Quanto incide la robotica nella moderna riabilitazione?

«La robotica modificherà la riabilitazione. Per recuperare la funzione di un arto non si faranno più dieci movimenti di flesso-estensioni, a seduta, ma centinaia di azioni progressivamente crescenti da semplici a complesse grazie all'uso dei robot».

Che tipi di robot oggi utilizzate?

«Cambiano a seconda del tipo di riabilitazione. Per la cognitiva si utilizzano strumentazioni con una realtà virtuale aumentata, pensiamo ai visori 3D. Più è complesso l'ambiente reale o virtuale della riabilitazione tanto più i processi di apprendimento aumentano». «Vi è la robotica per il recupero dell'arto superiore dove si usano delle strumentazioni che possono vestire l'arto (esoscheletri) o guidarlo cosiddetto "end effector". Ci consente di fare esercizi semplici come la flessoestensione sino ad esercizi sempre più complessi fino a rasentare le azioni della vita quotidiana».

« Infine, la robotica per l'arto inferiore che è quella più sviluppata. Anche per il cammino esistono robot tipo esoscheletro o End Effector». «Se il paziente non può muoversi viene assicurato, auno di questirobot, e viene indotto a simulare il passo grazie all'uso di forze esterne. Al Giglio sono presenti da circa 10 anni uno strumento per la riabilitazione del cammino ed un altro per la mano».

Nel suo corso si è parlato anche di etica?

«Riabilitare significa affrontare le problematiche della persona in relazione all'ambiente. L'etica riguarda gli aspetti relazionali tra individuo e società. Essa deve difendere i diritti delle persone e garantirne i doveri. Si entra inevitabilmente nella discussione del fine vi ta. Si è parlato anche di questo aspetto senza la pretesa di fornire delle verità».

Qual è lo stato della riabilitazione in Sicilia?

«E' in grosso fermento. Credo di aver contribuito, con il nostro gruppo, ad avviare questo fermento creando una riabilitazione complessa con un approccio multidisciplinare. Su questa scorta ne sono venute altre. Ora c'è un iniziale ricorso alla robotica». « II corso ha inteso anche creare una cultura riabilitativa, condì visa tra i centri siciliani». L.M. 

 

FONDAZIONE GIGLIO
Un fiore all'occhiello della Sanità siciliana

Giuseppe Galardi, 62 anni, salernitano, nativo di Capaccio, da 12 anni è in Sicilia, a Cefalù, dove ha avviato, con il San Raffaele di Milano, e gestisce il reparto di riabilitazione della Fondazione Giglio.

Un fiore all'occhiello della sanità siciliana con 64 posti letto suddivisi in tré settori: riabilitazione neurologica per gravi cerebrolesioni acquisite, la riabilitazione intensiva e la lungodegenza oltre a una grande palestra. Ogni anno registra 600 ricoveri. "Ho frequentato l'università a Milano - ci dice - dove ho iniziato la mia carriere lavorando per 20 anni al San Raffaele e i successivi cinque anni alla Fondazione Maugeri in Toscana prima e a Brescia dopo". In Sicilia perché?. Galardi è netto e veloce nella risposta. "Il sud è nel mio Dna e pensavo che la Sicilia fosse più vicino alla mia regione: la Campania".

Al Giglio ha creato un gruppo multìdisciplinare composto da 10 medici, 20 fisioterapisti, 50 infermieri, psicologi, logopedisti e neurofisiologi.

"Il mio orgoglio - afferma - è aver creato con persone eccellenti una struttura che spero rimanga sempre vitale in Sicilia. La mia più grande soddisfazione è vedere recuperi talvolta inimmaginabili". 

Pubblicato in Dicono di noi

Si terrà a Cefalù, all'hotel Kalura, dal 13 al 18 marzo, il settimo corso di Riabilitazione e neurofisiologia clinica promosso dall'unità operativa di riabilitazione della Fondazione Giglio in collaborazione con la Società italiana di riabilitazione neurologica e con la stessa scuola di formazione della Sirn.

Responsabili scientifici del corso sono Giuseppe Galardi, direttore dell'U.O. di Riabilitazione del Giglio, e Stefano Masiero dell'Università degli Studi di Padova.

La presentazione del dottor Giuseppe Galardi

Il Corso di Riabilitazione e Neurofisiologia Clinica è un evento formativo della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN), la cui mission è di creare una cultura neurofisiologica in ambito riabilitativo, partendo dall’assioma che il funzionamento del sistema nervoso ed il recupero da un eventuale danno avvengono con meccanismi neurofisiologici.

Il Corso è nato in Sicilia nel 2011 sotto la regia della Unità Operativa di Riabilitazione della Fondazione Giglio di Cefalù ed è divenuto nel tempo punto di riferimento nazionale per la formazione in riabilitazione.

Le prime tre edizioni si sono svolte a Palermo, le successive tre ad Abano Terme, arricchendosi della condivisione della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Università di Padova.

Con il 7° Corso di Riabilitazione e Neurofisiologia Clinica, si è programmato il ritorno in Sicilia; esso si svolgerà a Cefalù dal 13 al 18 marzo 2017 presso l’hotel Kalura, sotto la regia scientifica della Fondazione Istituto Giglio di Cefalù e dell’Università di Padova.

Sarà un evento formativo residenziale nel quale verranno affrontate le tematiche dell’ictus, dei disturbi cognitivi, delle alterazioni della coscienza, delle patologie midollari, del cammino, del Parkinson e della Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Il Corso intende fornire le basi neurofisiologiche teoriche e pratiche necessarie per affrontare le problematiche del recupero riabilitativo. Vi saranno 60 docenti e 40 discenti provenienti da tutta Italia. Verranno forniti 50 crediti formativi.

Quest’anno il Corso si presterà per la realizzazione di un programma di formazione a distanza nell’ambito del del progetto PSN “mielolesioni traumatiche e non” in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera “Villa Sofia- Cervello” di Palermo e con il Consorzio UNIPA e-learning.

Per sapere come partecipare scarica il programma.

 

Pubblicato in Convegni

#ospedalerisponde torna mercoledì 14 dicembre alle ore 16 per parlare di Riabilitazione. Lo faremo con il responsabile della riabilitazione della Fondazione Giglio, Giuseppe Galardi.

In particolare parleremo di riabilitazione neurologica nei pazienti con trauma cranico, ictus, lesioni midollari, in stato di coma, di riabilitazione respiratoria. Inotre, dei tempi per la riabiliazione e in quali pazienti e quando è indicata.
#ospedalerisponde è una rubrica curata dall'ufficio stampa della Fondazione Giglio, guidato da Vincenzo Lombardo.

E' in diretta sulla pagina dei Facebook della Fondazione Giglio. Si può interagire in diretta con il medico ponendo delle domande attreverso i commenti dello streaming web. 

Pubblicato in Notizie

Giuseppe Galardi, responsabile dell'unità operativa di Riabilitazione dell'ospedale Giglio di Cefalù, in una lunga intervista, raccolta da Pietro Giammona, per Medicalexcellence tv, spiega gli scopi della Riabilitazione e quali risultati si possono ottenere.

Galardi evidenzia anche quanto incide la corretta alimentazione per il nostro organismo.

Per vedere l'intervista clicca qui

Pubblicato in Notizie

Il quotidiano La Sicilia racconta la storia di Daniele, 25 anni, rimasto in coma per tre mesi dopo un incidente stradale.

Il rapporto con la fede, la frase impressa all'ingresso dell'ospedale Giglio "Tutto è possibile a chi crede" nelle parole del giovane.

La Sicilia del 12.01.2016

PALAGONIA: TRE MESI IN COMA, POI IL RISVEGLIO

"C'è sempre uno spiraglio di luce per chi crede"

È rimasto tré mesi in coma dopo essere uscito miracolosamente vivo da un incidente stradale. Adesso, dopo tré anni di riabilitazioni, un giovane di Palagonia vuole raccontare la sua storia basata principalmente sulla fede che non ha mai smesso di avere. Anzi, Daniele Sipala, 25 anni, dopo essere uscito dal coma crede che la sua salvezza sia dovuta al suo forte senso cristiano. Volontario molto attivo nell'Unitalsi catanese, ha partecipato a Lourdes al pellegrinaggio dei giovani dello scorso agosto e non manca mai agli incontri promossi in altre regioni. Quel terribile incidente ha condizionato la sua vita e non ha mai voluto raccontarlo. Ora però è convinto che la sua testimonianza possa essere di incoraggiamento a chi ha avuto tragedie simili. Sipala racconta quel drammatico 18 maggio del 2012: «Mentre andavo al lavoro con la mia auto, una ragazza mi ha tagliato la strada. Accorsi alcuni passanti, hanno chiamato l'ambulanza ma appena si sono resi conto che ero gravissimo hanno preferito chiamare l'elisoccorso che era in volo nei paraggi: era partito per un altro incidente ma, una volta arrivato sul luogo dell'accaduto, tutte le persone coinvolte erano già morte». I soccorsi per Daniele sono stati tempestivi, in tempo per intubarlo e portargli ossigeno al cervello: «Quest'atto - dice - è stato fondamentale, in quanto non ho subito danni irreversibili, insomma è stata dawero una fortuna per me. Però ho riportato dei danni, tutto il lato sinistro del corpo danneggiato dalla gamba alla bocca, compreso il braccio. Tuttavia, grazie alla mia forza di volontà e tenacia, ho recuperato quasi completamente; solo il braccio è ancora debole ma ora che ho lucidità assoluta, posso dire che con un solo braccio si può vivere. Per fortuna sono destrorso e è rimasta illesa proprio la parte destra».

Daniele dei tré mesi di coma non ricorda nulla: «11 vuoto assoluto. La mia vita ricomincia il 19 agosto 2012.11 mio risveglio è avvenuto in una scena che non scorderò mai. È stato come svegliarmi di soprassalto da un sogno: mi ritrovai in una stanza bianca e tanta gente che mi sembrava morta, con Benito l'infermiere che mi rassicura perché chiedevo della mia "mamma" e lui che mi risponde "ora viene la mamma, tranquillo"».

Per il giovane di Palagonia è come se avesse ricevuto un miracolo. «La mia ripresa è stata straordinaria anche se alla base di questa esperienza ciò che è fondamentale è la fede. Anche dove è tutto buio e impenetrabile, c'è sempre uno spiraglio di luce e sta a noi far si che questo spiraglio resti tale oppure illumini la nostra vita». Daniele è rimasto colpito da una frase, impressa all'ingresso dell'ospedale San Raffaele del Giglio di Cefalù: «Tutto è possibile per chi crede»: «Questa frase mi ha accompagnato durante la mia permanenza a Cefalù e oggi che credo di avere raggiunto una stabilità mentale e spirituale, la frase letta all'ospedale, esprime la pura e semplice verità: la vita è un dono prezioso e ci trasforma ogni giorno». MARIA LUISA SPINELLO

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 ISMETT e SAN RAFFAELE GIGLIO

Sta bene e sarà dimesso nei prossimi giorni, Mohamed (nome di fantasia, ndr), il ragazzo immigrato di 22 anni che lo scorso 19 luglio si trovava nella stiva del barcone in avaria al largo di Lampedusa. Mohamed aveva lasciato il Mali, suo Paese d'origine la scorsa primavera, poi un lungo viaggio che lo ha portato fino in Libia. Da qui è iniziato il suo viaggio della speranza verso le coste italiane prima e che – nei suoi piani – avrebbe dovuto concludersi in Francia. Un sogno che è diventato un incubo. Il barcone che doveva portarli in Italia si è ben presto trasformato in una trappola mortale per altri 29 migranti e lui stesso ha rischiato di perdere la vita. I suoi giovani polmoni hanno, infatti, rischiato di cedere a causa dell'inalazione di monossido di carbonio e di altri fumi tossici che si trovavano nella stiva di quel barcone.

A salvargli la vita un circuito di solidarietà e di sinergia ormai ben collaudato fra le strutture ospedaliere siciliane e l'alta professionalità di medici ed operatori sanitari che operano in Sicilia. Le condizioni di salute di Mohamed sono apparse estremamente gravi fin dal suo ricovero presso la 2° Rianimazione dell'Ospedale Civico di Palermo. Considerato l'aggravamento della sua funzione polmonare, i medici rianimatori del Civico si sono resi conto che la ventilazione meccanica come terapia standard non sarebbe più stata sufficiente ed anzi poteva rivelarsi dannosa. Hanno, quindi, richiesto l'intervento di un'équipe dell'Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) per eseguire in loco, l' impianto dell' ECMO, ovvero per sottoporre Mohamed a respirazione con un polmone artificiale grazie ad un sistema di circolazione extra-corporea. L'ECMO è, ad oggi, considerata l'opzione terapeutica più all'avanguardia nel caso di gravissime insufficienze respiratorie. Consente, infatti, di mettere a riposo il polmone malato favorendo la ripresa dell'organo senza causare i danni che possono essere provocati dalla ventilazione meccanica. Dopo l'impianto, il giovane migrante è stato trasferito in ISMETT dove ha trascorso alcune settimane presso la Terapia Intensiva del Centro trapianti palermitano.

"L' ISMETT fa parte della rete Respira, un network nazionale di 16 terapie intensive, promosso nel 2009 dal Ministero della Salute per fronteggiare la pandemia da virus A tipo H1N1 – sottolinea Antonio Arcadipane, Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione di ISMETT e responsabile per la Sicilia della rete Respira – L'Istituto Mediterraneo è uno dei pochi centri attivi nel Meridione ed è la struttura che in Italia ha eseguito più trasporti in elicottero di pazienti sottoposti ad ECMO. Dal 1 gennaio 2014 sono stati eseguiti 21 trattamenti in totale, dei quali 13 hanno richiesto il trasporto in ECMO possibile grazie alla dotazione di mezzi di cui si è fornito il servizio di elisoccorso del 118 e in 3 dei suddetti casi la trasferta è stata interregionale".

Per consentire una ripresa completa, non appena le condizioni di Mohamed sono state considerate buone, il giovane paziente è stato trasferito presso il Centro di Riabilitazione del San Raffaele Giglio di Cefalù, diretto da Giuseppe Galardi. La riabilitazione ha consentito al paziente di recuperare le funzioni respiratorie, mobilità e autonomia per lo svolgimento della vita quotidiana. "Stiamo, comunque – sottolinea Galardi - ancora svolgendo le indagini cliniche e strumentali per valutare eventuali conseguenze di tipo cognitivo che possono insorgere nei casi di intossicazione da monossido di carbonio. Riteniamo – conclude Galardi, che con i colleghi Giorgio Marino e Silvio D'Anna, ha seguito le fasi di riabilitazione - di dimetterlo quanto prima". Intanto anche al "Giglio" di Cefalù è gara di solidarietà, in corsia, per fornire al giovane paziente indumenti e quanto necessario prima delle dimissioni. "Massima apertura, in linea con i principi istitutivi della Fondazione - evidenzia il direttore generale Vittorio Virgilio - all'assistenza e alla solidarietà agli immigrati".

Palermo, 26 agosto 2014

Ufficio stampa

Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio: Vincenzo Lombardo 3358382991
ISMETT: Serena Pizzo 3358203814

 

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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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Fondazione Istituto
G. Giglio di Cefalù

Contrada Pietrapollastra - Pisciotto
90015 Cefalù (PA)
Tel: +39 0921 920 111
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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