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venerdì 28 luglio, 2017

L'intervento in artroscopia come e quando deve essere eseguito, che cosa è, i vantaggi, le indicazioni, l'eventuale riabilitazione sarà al centro della puntata di #ospedalerisponde in programma per mercoledì 22 alle ore 16. Ospite della puntata, curata dall'ufficio stampa della Fondazione Giglio, è l'ortopedico Francesco Giacco.

#ospedalerisponde viene trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Giglio e gli utenti possono interagire con il medico ponendo domane, sul tema della trasmissione, dai commenti del video in diretta.

L'indirizzo Facebook della Fondazione è www.facebook.com/ospedalegiglio

 

Pubblicato in Notizie
Giovedì, 01 Dicembre 2016 15:20

Gds, intervista a Filippo Boniforti

GIORNALE DI SICILIA

ed AGRIGENTO
Dir. Resp. Antonio Ardizzone
Edizione del 30/11/2016 Estratto da pag. 22

di Monica Diliberti

Intervista a Filippo Boniforti della Fondazione Giglio: «Un tipo di chirurgia che dà ottimi risultati»

CEFALÙ Fino ad un po' di anni fa, pensare di poter sostituire un'intera articolazione, come un ginocchio o un'anca, sembrava un'avventura. Ma, come in altri campi, le metodiche chirurgiche sono migliorate e i medici hanno perfezionato sempre più le loro abilità, grazie anche a materiali più tecnologici e ben tollerati dai pazienti. Filippo Boniforti, responsabile di Ortopedia e traumatologia della Fondazione Istituto "Giglio" di Cefalù, in provincia di Palermo, è uno degli "attori" che hanno partecipato al progetto Riap (Registro italiano artroprotesi) che, attraverso la raccolta delle schede di dimissione ospedaliera, punta a potenziare l'attività del registro nazionale delle artoprotesi. Una sorta di fotografia, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, di questi interventi nel nostro Paese, ma che ancora dev'essere completata da alcune regioni.

··· Dottor Boniforti, sembrerebbe proprio che si stia verificando un vero e proprio boom nelle operazioni di artroprotesi. Come spiega questa tendenza? «Non solo l'aumento è nazionale, ma interessa tutto il mondo occidentale: a partire dagli Stati Uniti in poi, tutti i Paesi fanno i conti con questo incremento. Ciò avviene principalmente per il progressivo invecchiamento della popolazione, con un peggioramento delle condizioni delle articolazioni. L'artroprotesi ci consente di migliorare lo stato delle articolazioni, come anca, ginocchio, spalla».

• · · Che sia una faccenda legata a filo doppio con l'invecchiamento generale è ormai chiaro a tutti. Ma è una questione che tocca solo gli anziani?

«No, Tutte le fette della popolazione che presentano un'alterazione funzionale delle articolazioni sono interessate, anche se ovviamente gli anziani sono maggiormente coinvolti. Nelle persone più giovani, in genere il problema articolare può essere la conseguenza di un trauma oppure di un difetto congenito. Anche in questi casi, i pazienti possono trarre beneficio dall'intervento. La chirurgia protesica da ottimi risultati e chi vi viene sottoposto è molto soddisfatto e può tornare ad una vita praticamente normale».

··· Soffermiamoci ancora un attimo sui più giovani. L'attività sportiva può provocare disturbi articolari?

Pensiamo per esempio alla classica partitella di calcetto che, spesso, mette a dura prova le ginocchia con cadute e distorsioni di tanti che si improvvisano "Messi del venerdì sera"... «Nei giovani lo sport non va assolutamente considerato una causa di malattia, tutt'altro. C'è da dire però che va praticato in base alla propria condizione fisica e alle proprie capacità. Gli sport estremi o non adeguati alle proprie potenzialità possono essere dannosi e comportare malfunzionamenti».

··· Com'è cambiata nel tempo la chinirgia protesica?

«Si è molto raffinata ed è diventata sempre più tecnica. Le metodiche a nostra disposizione ci consentono di mantenere i tessuti e preservare l'osso, con un danno sensibilmente inferiore. La ripresa dei pazienti è piuttosto rapida e non sono previste lunghe degenze in ospedale».

• · · La Sicilia ha molte strutture che offrono le cure più idonee per le articolazioni, sia per casi urgenti come le fratture che per interventi in elezione. Ma ciononostante ancora in molti decidono di recarsi in altre regioni italiane...

«Per quanto riguarda la mobilità, sono i numeri di una grande regione. Come avviene in tanti altri posti, questo desiderio di muoversi e farsi curare altrove si avverte sempre. Negli ultimi anni però questa tendenza si è abbastanza stabilizzata».

··· Come procede l'attuazione del Registro italiano artroprotesi?

«Tutte le regioni sono informate del progetto e c'è una buona adesione delle Unità operative di Ortopedia e traumatologia. Dopo la recentissima conferenza StatoRegioni del 24 novembre, con l'intesa sullo schema di decreto del Presidente del consiglio dei ministri di istituzione dei sistemi di sorveglianza e di registri si continua il percorso in questa dilezione».

Pubblicato in Dicono di noi
Martedì, 11 Ottobre 2016 16:44

Corso su Imaging dell'arto inferiore

Corso di formazione promosso dall'Istituto Giglio in programma venerdì 14 a Cefalù presso hotel Santa Lucia - Le Sabbie d'Oro.

Pubblicato in Corsi e Convegni

AMPLIATI TRATTAMENTI IN ORTOPEDIA

Diciotto anni addietro si era procurata una frattura nella parte prossimale dell’omero. Tutto rientrato, all’epoca, per una donna di 66 anni che, invece oggi, si è rivolta al Giglio di Cefalù a causa di dolore e limitazione dei movimenti dove le è stata impiantata una protesi inversa. Cosa è successo? A spiegarlo è l’ortopedico dell’ospedale Giglio, Giuseppe Verderame, che con Lorenzo Villari e Giuseppe Pomara ha eseguito l’intervento.
“La frattura dell’omero, in alcuni casi – dice Verderame – può evolvere, nel tempo, in una necrosi che causa il riassorbimento del tessuto. L’omero perde la forma sferica originaria. Il paziente avverte difficoltà nei movimenti e dolore. L’unico rimedio valido consiste nel ripristinare l’articolazione della spalla. Ciò si può ottenere impiantando una protesi con due componenti una omerale e l’altra scapolare. Protesi, cosiddetta inversa - prosegue Verderame – perché la parte sferica viene impianta nella scapola, invertendo l’anatomia naturale dell’articolazione”. L’intervento viene eseguito in anestesia totale o locoregionale. Dura circa due ore con un ricovero post operatorio mediamente di 4 giorni e con il supporto di un tutore che deve essere indossato per circa tre settimane.
“Nostro obiettivo - conclude il direttore sanitario Lorenzo Lupo – è ampliare i trattamenti eseguiti nella nostra struttura monitorando le esigenze che esprime il territorio”. L’unità di ortopedia e traumatologia del Giglio è diretta da Filippo Boniforti.

24 vl/com 2016

Pubblicato in Comunicati stampa
Mercoledì, 01 Luglio 2015 16:28

Ortopedia, premiata ricerca su osteoartrosi

Uno studio sull’associazione tra i polimorfismi dei geni di suscettibilità all’insorgenza dell’osteoartrosi e il quadro clinico e radiografico della patologia è stato premiato come “Best Paper Award” del meeting della Società europea della chirurgia del ginocchio e artroscopia (Esska) che si è tenuto a Verona.
Il lavoro è stata presentato da Michele Saporito, specializzando in ortopedia e traumatologia dell’Università di Palermo, con il professore Michele D’arienzo. La ricerca è stata svolta all’ospedale “Giglio” di Cefalù in collaborazione con il responsabile dell’unità operativa di ortopedia Filippo Boniforti e con il laboratorio di protegenomica IBFM CNR-Lato di Cefalù.
“La ricerca – ha detto il direttore generale, Vittorio Virgilio – è un pilastro della nostra attività. Questi riconoscimenti, anche in ambito nazionale, sono da stimolo a proseguire in questa direzione”.
“Lo studio è stato condotto su 61 pazienti affetti da osteartrosi primaria del ginocchio – ha spiegato Saporito - mostrando un’associazione statisticamente significativa tra un polimorfismo del gene GDF5 e due del gene DVWA con il grado radiografico della patologia. I polimorfismi del gene DVWA sono risultati essere dei potenziali predittori della progressione dell’osteoartrosi. Lo studio sottolinea come le analisi mutazionali possano essere utili per l’identificazione precoce della patologia e della sua progressione”.
Soddisfatto del risultato si è detto Filippo Boniforti. “Questa ricerca, durata due anni, ci dice che possiamo ritardare la progressione dell’artrosi e che è possibile analizzarne sempre più approfonditamente la genetica”.
A concorrere per il “Best paper” sono stati diversi istituti italiani. Il vincitore, Saporito, potrà effettuare una fellowship in un centro ortopedico italiano.
vl/com 2015

Pubblicato in Notizie

Oltre 500 tra medici specialisti in ortopedia e traumatologia, specializzandi e strumentisti di sala operatoria hanno assistito, stamani, da Pacengo di Lazise, in provincia di Verona, a un intervento chirurgico eseguito, in diretta, dalla sala operatoria del San Raffaele Giglio di Cefalù. Ad effettuare l’intervento l’equipe di traumatologia diretta dal professore Antonio Pace con l’aiuto Luciano Micale e il responsabile degli anestesisti, Giovanni Malta.
E’ stato un vero e proprio livesurgery interattivo tra Cefalù e la sede congressuale, organizzato dall’Associazione internazionale di traumatologia AOTrauma a cui hanno aderito 34 università italiane.
Passo dopo passo il professore Pace ha spiegato la ricomposizione di una frattura malleolare. “Un intervento si routinario – ha detto il responsabile della traumatologia di Cefalù - ma che richiede una chirurgia molto precisa per ridare al paziente la perfetta funzionalità della caviglia.
Sia i partecipanti che i docenti del corso hanno potuto assistere ed interagire con domande e risposte con l’equipe di Pace per l’intera durata dell’intervento, tecnicamente riuscito e senza complicazioni.
“Il paziente – ha spiegato Pace – già da domani potrà muovere i primi passi con l’aiuto delle stampelle e a guarigione della frattura, prevista in 6-8 settimane, potrà riprendere tutte le attività incluse quelle sportive”.
“L’ospedale di Cefalù – ha sottolineato il direttore generale Vittorio Virgilio - con i suoi operatori viene riconosciuto ancora una volta come centro di formazione internazionale in campo ortopedico e traumatologico”. Apprezzamento dal direttore sanitario, Giuseppe Ferrara, è stato espresso “per il lavoro quotidiano e l’alta professionalità degli operatori sanitari del “Giglio”.

8 vl/com 2015

Pubblicato in Comunicati stampa
Lunedì, 03 Novembre 2014 18:00

Cefalù, primo per protesi d'anca

Pubblicato in Rassegna Stampa
Lunedì, 03 Novembre 2014 13:35

Cefalù, al "Giglio" record di protesi d'anca

lasicilia protesi2 novembre 2014

SANITA'. Eseguiti 276 interventi. Il commissario Virgilio: "l'obiettivo è frenare i viaggi della speranza"

Cefalù, al "Giglio" record di protesi d'anca

CEFALU'. La parola d'ordine è una ed una sola: evitare sempre più la "migrazione" verso altri centri specializzati del Nord. L'ospedale "Giglio" di Cefalù è il primo centro siciliano per avere eseguito interventi di protesi d'anca. In un solo anno ne sono stati eseguiti 276 - dato relativo al 2012 e l'ospedale cefaludese dovrebbe mantenere anche lo stesso trend nel 2013. Non a caso ancora oggi l'11 per cento dei siciliani che devono sottoporsi ad interventi di protesi d'anca preferiscono andare in altri centri specializzati fuori dall'Isola. Il dato è stato certificato anche dal report pubblicato dall'Osservatorio Epidemiologico regionale, dell'assessorato regionale della Salute diretto da Ignazio Tozzo. Gli interventi sono stati effettuati dalle unità operative di Ortopedia, diretta da Filippo Boniforti, e di Traumatologia, diretta da Antonio Pace.
«L'intervento di protesi d'anca - ha spiegato il direttore generale dell'ospedale della cittadina normanna, Vittorio Virgilio - è uno dei motivi che inducono ad eseguire i cosiddetti viaggi della speranza. Tra i nostri obiettivi, come centro di alta specializzazione c'è anche la riduzione della mobilità passiva che stiamo percorrendo con una offerta di buona sanità, che consente, fra l'altro, alla nostra Regione di mantenere e investire le risorse dei siciliani in Sicilia».
«Oggi - aggiunge Boniforti - l'alto volume di interventi e di pazienti che si rivolgono alla nostra struttura è sinonimo di accuratezza e di affidabilità. Rispondiamo a questa fiducia, lavorando con standard elevati confrontabili con tutta Europa». L'unità di Traumatologia dispone di 16 posti letto, mentre, l'Ortopedia di 12. «Abbiamo dedicato - evidenzia Boniforti - spazi, ricavati all'interno del reparto, solo per la protesica. Con personale specializzato che lavora in team. Non c'è solo il bravo chirurgo - spiega - ma infermieri e fisioterapisti sono stati addestrati e dedicati a questa patologia». «L'intervento di protesi d'anca - spiega Pace - rappresentava una patologia di frequente migrazione verso il nord. In questi anni, possiamo affermare, c'è stato un trasferimento di competenze in Sicilia che ha consentito di affinare la tecnica e di ottenere una costanza dei risultati». Il "Giglio" ha conquistato anche un primato nell'intervento di artroscopia del ginocchio eseguito dall'équipe di Ortopedia.
A. F.

Vedi anche articolo"Protesi d'anca, l'ospedale "Giglio" di Cefalù è il primo centro in Sicilia" suLasicilia.it

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L'ospedale di Cefalù è il primo centro siciliano per interventi di protesi d'anca. In un solo anno ne sono stati eseguiti 276. Il dato arriva dall'ultimo rapporto pubblicato dall'Osservatorio Epidemiologico dell'Assessorato regionale alla Salute.
"L'intervento di protesi d'anca – ha detto il direttore generale del San Raffaele Giglio, Vittorio Virgilio - è uno dei motivi dei viaggi della speranza. Tra i nostri obiettivi, come centro di alta specializzazione – ha aggiunto Virgilio – c'è anche la riduzione della mobilità passiva che stiamo percorrendo con una offerta di buona sanità, che consente, fra l'altro, alla nostra Regione di mantenere e investire le risorse dei Siciliani in Sicilia".
Gli interventi sono stati effettuati dalle unità operative di ortopedia, diretta da Filippo Boniforti, e di traumatologia, diretta da Antonio Pace.
"Oggi – aggiunge Boniforti - l'alto volume di interventi e di pazienti che si rivolgono alla nostra struttura è sinonimo di accuratezza e di affidabilità. Rispondiamo a questa fiducia, lavorando con standard elevati confrontabili con tutta Europa".
"L'intervento di protesi d'anca – continua Pace - rappresentava una patologia di frequente migrazione verso il nord. In questi anni, possiamo affermare, c'è stato un trasferimento di competenze in Sicilia che ha consentito di affinare la tecnica e di ottenere una costanza dei risultati".

33 vl/com 2014

 

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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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G. Giglio di Cefalù

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90015 Cefalù (PA)
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