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martedì 20 agosto, 2019
Vincenzo Lombardo

Vincenzo Lombardo

Lunedì, 05 Agosto 2019 19:39

Progressi in Medicina Nucleare 2.0

Il 20 settembre la Fondazione Giglio ospieterà nell'aula San Gabriele, a partire dalle ore 9,00,  il corso "Advancements in Nuclear Medicine 2.0" organizzato dalla Fondazione Giglio.

Il corso si focalizzerà sugli avanzamenti in Medicina Nucleare in Oncologia, Neurologia e nelle altre discipline come la Cardiologia nucleare. Saranno presenti tra i relatori ospiti la professoressa Laura Evangelista dello IOV di Padova, il professore Sergio Baldari dell'Università di Messina, la dottoressa Chiara Cerami dell'Istituto Maugeri di Pavia e il professore Federico Caobelli dell'Università di Basilea.

Presidente del congresso è il dottor Pierpaolo Alongi responsabile della medicina nucleare della Fondazione Giglio. Il comitato scientifico è invece presieduto da Pierpaolo Alongi, Riccardo Laudicella, Giorgio Russo e Massimiliano Spada.

Il corso ECM per 7crediti è aperto a medici specialisti in Medicina Nucleare, Radiologia, Neurologia, Cardiologia, Oncologia, Urologia, Radioterapia per i TSRM e Fisici Sanitari.

Per informazioni si può contattare la segreteria organizzativa "Sole Blu" all'email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  '; document.write(''); document.write(addy_text71687); document.write('<\/a>'); //-->\n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. telefono 091.323064

La cardiologia di Cefalù è la prima in Sicilia per tempestività di intervento sia nell’infarto miocardico acuto sia in una forma particolare di infarto detto STEMI (infarto miocardico acuto con soprasdivellamento “ST”) in cui è particolarmente importante l’intervento immediato.

Il dato arriva dal primo report sulla performance del sistema sanitario in Sicilia redatto dal Dasoe (Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico) dell’Assessorato Regionale della Salute nel 2019. Lo studio evidenzia i risultati della sanità siciliana sul 2018 tenendo in considerazione indicatori di particolare rilevanza.

Orgogliosi – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – di questo straordinario risultato frutto di un lavoro di squadra e di una equipe di validi professionisti in grado di gestire l’alta complessità”.

“I cardiologi e tutto lo staff della cardiologia – ha aggiunto il responsabile dell’unità operativa di cardiologia Tommaso Cipolla – sono orgogliosi che i sacrifici e l’impegno profuso, in questi anni, ricevano un così autorevole riconoscimento”.

Cipolla ha sottolineato, inoltre, un altro indice di particolare importanza emerso nel Report 2019. “La mortalità dopo infarto, nel 2018, nei pazienti presi in carico dalla cardiologia del Giglio è risultata molto al di sotto della media nazionale e al secondo posto in Sicilia tra gli ospedali dotati di emodinamica (ossia strutture in cui vengono trasferiti i pazienti con infarto da sottoporre a trattamento precoce e intensivo) immediatamente dopo l’ospedale Cervello di Palermo”.

Per il conseguimento di questi ottimi risultati – ha detto Cipolla - è indispensabile il buon funzionamento di tutti i componenti della “catena assistenziale”: 118, equipe di emodinamica, l’assistenza in reparto e un ospedale, come il Giglio dotato di tutte le specialità di supporto necessarie”.

Per l’imminente futuro il presidente Albano, con il management della Fondazione Giglio, ha programmato il rinnovo tecnologico dell’emodinamica del Giglio “con un investimento – ha detto – superiore ad 1,5 milioni di euro. Sono in corso le gare per l’aggiudicazione di due angiografi di ultima generazione di cui uno portatile e di un ecografo specialistico”.

Nella rete per l’infarto la cardiologia è stata classificata come centro Hub, ovvero di II livello, dove vengono trasferiti in urgenza tutti i pazienti acuti all’interno di un bacino di circa 150 mila abitanti.

La cardiologia con Utic ed emodinamica, già dal 2004 opera 24 ore su 24 con tempi di intervento i inferiori a 30 minuti.

“In particolare nello STEMI – ha spiegato Tommaso Cipolla – ogni minuto è muscolo, ovvero ogni ritardo comporta la perdita di un pezzo di cuore, ecco perché l’intervento immediato è un salvavita”.
La cardiologia tratta circa 250 infarti ogni anno di cui 100-120 STEMI su un tutale di circa 800 procedure diagnostiche e circa 450 angioplastiche/anno.

I ricoveri sono oltre 1200 l’anno di cui i tre quarti dal Pronto soccorso.

36 vl/com 2019

Cardiologia del Giglio prima in Sicilia per trattamento infarto - 5.0 out of 5 based on 3 votes

I vertici dell’Assessorato Regionale alla Sanità hanno risposto all’invito alla donazione di sangue lanciato dalla Fondazione Giglio di Cefalù in un momento in cui se ne registra una grave carenza a discapito della programmazione chirurgica.
Stamani, presso il centro trasfusionale dell’Asp6 di Palermo, presente all’interno della Fondazione Giglio, sia il dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica Mario La Rocca, che il direttore generale del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, Letizia Di Liberti, hanno offerto la loro donazione.
E’ un’adesione concreta all’invito della Fondazione Giglio che condividiamo – hanno detto La Rocca e Di Liberti – sottolineando l’importanza del donare. E’ un gesto che non costa nulla, che ci toglie poco tempo ma che può diventare, soprattutto in questo periodo dell’anno, di vitale importanza”.
“Ringrazio i dirigenti dell’assessorato regionale - ha detto il presidente della Fondazione Giglio Giovanni Albano – che hanno risposto al nostro invito di solidarietà verso gli altri. Ci sono interventi salvavita che non possono essere programmati in carenza di sangue”. La scorsa settimana la Fondazione Giglio ha dovuto riprogrammare nove interventi oncologici.
“In questi giorni – ha aggiunto il direttore sanitario Salvatore Vizzi – abbiamo già registrato un incremento di donatori che speriamo possa trasformarsi in una gara di solidarietà”.
Si può donare presso il Centro trasfusionale dell’Asp 6, presente all’interno della Fondazione Giglio, tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.

 

35 vl/com 2019

Emergenza sangue: vertici assessorato sanità rispondono ad invito del Giglio - 5.0 out of 5 based on 2 votes

Un invito a donare il sangue in un momento in cui se ne registra una grave carenza, che mette a rischio la programmazione dell’attività chirurgica, è stato lanciato dalla Fondazione Giglio di Cefalù.

”E’ un gesto di grande solidarietà - ha detto il presidente della Fondazione Giovanni Albano - che diventa un salvavita in pazienti oncologici che attendono di essere trattati chirurgicamente”.

Un accorato appello a donare è stato postato su Facebook anche dal responsabile della chirurgia del Giglio, Guido Martorana.

“Ho sette pazienti con tumore al colon e due con tumore allo stomaco che non riusciamo ad operare – ha scritto - perché manca il sangue. Donate”, ha ribadito il chirurgo. Lo stesso Martorana ha anticipato di aver dovuto riprogrammare 4 interventi per la prossima settimana.

“Purtroppo – ha concluso il direttore sanitario Salvatore Vizzi - la carenza di sangue è un problema che ci troviamo a fronteggiare, noi come altre strutture, ogni anno nel pieno della stagione estiva. Da qui il nostro invito a donare prima di partire per le vacanze”.

E’ possibile donare presso il Centro trasfusionale dell’Asp 6, presente all’interno della Fondazione Giglio, tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.

Emergenza sangue, invito a donare per garantire programmazione sanitaria - 4.7 out of 5 based on 3 votes

IN GARA LA GESTIONE DEL SERVIZIO

Via la plastica dai vassoi dei degenti della Fondazione Giglio di Cefalù e dalla mensa. L’ospedale Giglio diventa plastic free.

Nella nuova gara, per l’appalto quinquennale del servizio, è stato fatto espresso riferimento alla tipologia di stoviglie da utilizzare: nei vassoi ci dovranno essere solo tazze e stoviglie di porcellana, con posate in acciaio e bicchieri in materiale biodegradabile. Niente più piatti e posate di plastica. E, il confezionamento dei pasti dovrà avvenire in vassoi termici.

“Vogliamo dare il nostro contributo alla salvaguardia dell’ambiente – ha detto il presidente Giovanni Albano – soprattutto in un Istituto che eroga cure in ambito oncologico e che deve avere maggiore sensibilità verso questi temi”.

“Abbiamo anticipato – ha sottolineato il direttore amministrativo Gianluca Galati – i termini di applicazione della direttiva europea sulla plastica facendone nostri i contenuti”.

Nella gara d’appalto, con base d’asta di 5 milioni e 110 mila euro oltre iva al 10 percento per cinque anni (più due di rinnovo facoltativo), è stata prevista per l’aggiudicazione l’applicazione di criteri qualità e prezzo (70/30) con l’attribuzione di un punteggio ad hoc su attrezzature, arredi e stoviglie. Previsto anche un criterio di valutazione sull’impiego di prodotti biologici offerti in più rispetto ai prodotti alimentari Dop e Igp nonché quelli provenienti da filiera corta.

L’appalto del servizio comprende sia l’erogazione dei pasti per i degenti che per il self service della struttura sanitaria. La preparazione dei pasti viene effettuata all’interno della Fondazione. Il capitolato è stato redatto dal vice direttore sanitario Salvatore Putiri e dall’architetto Antonella Faraone dell’ufficio tecnico.

“La gara mensa non sarà l’unico contratto plastic free della Fondazione – ha concluso il presidente Albano. Anche nella prossima gara per il rinnovo del contratto bar vieteremo l’utilizzo di stoviglie in plastica”.

33 vl/com 2019

 

Il Giglio diventa plastic free. Via la plastica da mensa e vassoi - 4.9 out of 5 based on 7 votes
Giovedì, 11 Luglio 2019 00:00

Lascia l'Inghilterra e sceglie Cefalù

Edizione del 28/06/2019 Estratto da pag. 15

LA STORIA

Viva l' Indiilterra. Ma meglio Cefalù

di Giusi Spica

II viaggio all'incontrano di Lupparelli, ortopedico di grido che tornato da Londra ha scelto il Giglio: "La sfida è crescere qui"

Ha lavorato fianco a fianco con uno dei luminari dell'Ortopedia italiana, Gianfranco Fineschi, chirurgo di Papa Wojtyla. Poi, come molti giovani promesse della Medicina, ha messo il bisturi e le ambizioni in valigia ed è volato in Ingnilterra per fare carriera. Dopo aver lavorato per dieci anni in grandi centri ospedalieri inglesi, adesso Stefano Lupparelli, 53 anni, umbro di nascita, è tornato in Italia e ha scelto l'ospedale Giglio di Cefalù.

Una storia in controtendenza, in un momento in cui la Sicilia e l'Italia tutta affrontano la carenza di camici bianchi che è ormai diventata un'emergenza nazionale. Si pensa di richiamare i pensionati in corsia, di ricorrere ai medici militari, di aumentare le borse di specializzazione. Soprattutto di frenare la fuga dei neo-laureati che altrove trovano condizioni di lavoro migliori e stipendi più alti.

Lupparelli invece è tornato per nostalgia: «Si può anche andare fuori per fare un'esperienza professionale, ma poi la mancanza di casa si sente. Ed è bello mettere a dispo sizione del proprio Paese l'esperienza acquisita all'estero». Specializzato in Ortopedia al Gemelli di Roma, ha lavorato per sette anni a Perugia in un ospedale del Vaticano e per tré anni a L'Aquila al fianco di un altro luminare della Chirurgia ortopedica, il professore Vittorio Calvisi.

Dieci anni fa ha accettato la proposta di un'agenzia inglese ed è partito con la moglie a cercare fortuna. Ha lavorato prima nel Devon a Plymouth e poi nel Somerset a Shepton Mallet, dove si è occupato di chirurgia della spalla a 360 gradi, eseguendo oltre 4 mila interventi.

«Dovevo rimanere 12 mesi, sono rimasto dieci anni. Anche in Ingnilterra c'è una grave carenza di medici, cui cercano di far fronte con il ricorso a professionisti stranieri, soprattutto asiatici o dell'Est europeo. In Ingnilterra c'è un grande volume chirurgico e le opportunità di fare esperienza sono maggiori». Anche le paghe sono più allettanti: i contratti si aggirano fra 100 mila e 110 mila sterline l'anno.

Eppure Lupparelli ha deciso di tornare. Ha partecipato al bando della Fondazione Giglio e lo ha vinto, rifiutando altre proposte dal resto d'Italia: «Mi è piaciuta la visione di progettualità di questo management e il grosso spirito di appartenenza. Desidero mettere a servizio della popolazione siciliana la mia professionalità cresciuta all'estero. Non vedo motivi di guardare al nord Italia per cercare le cure quando si possono ricevere nella propria regione. Rappresenteremo una scelta e un'opportuni tà per i siciliani».

Non è un mistero che proprio l'Ortopedia sia la Cenerentola della sanità siciliana, la voce di spesa maggiore della mobilità passiva che sfiora i 200 milioni di euro l'anno. «Cercherò di dare il mio contributo», dice il chirurgo che prenderà servizio dal primo luglio. Una scelta voluta dal presidente della Fondazione Giovanni Albano: «Abbiamo condiviso un'univoca strategia con l'assessore alla Salute, Ruggero Razza: offrire l'opportunità a tanti cervelli in fuga di tornare nel nostro Paese ed offrire la loro professionalità nella nostra regione».

Chissà se la scelta in controtendenza farà proseliti. -g.sp. 

Mercoledì, 10 Luglio 2019 16:55

Rassegna Impiantata mega protesi

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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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Fondazione Istituto
G. Giglio di Cefalù

Contrada Pietrapollastra - Pisciotto
90015 Cefalù (PA)
Tel: +39 0921 920 111
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