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venerdì 10 aprile, 2020

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, è stato nel pomeriggio alla Fondazione Giglio di Cefalù dove ha incontrato la “task force Covid” e ha illustrato il piano operativo della Regione Siciliana per l’emergenza Coronavirus e in particolare il ruolo che assumerà l’ospedale Giglio ed il suo personale.

“Tutti stanno facendo la propria parte in questa emergenza, ha detto l'assessore Razza. Nella fattispecie i professionisti del Giglio, già formati per gestire l'epidemia, sono pronti da subito a fare rete entrando in azione presso altre strutture siciliane. Il Giglio, inoltre, è nelle condizioni di gestire 40 posti letto che potranno essere attrezzati anche in altre strutture sanitarie sia pubbliche che private".

L’assessore Razza è stato accolto dal presidente della Fondazione Giglio Giovanni Albano, dal direttore amministrativo Gianluca Galati e dal direttore sanitario, Salvatore Vizzi. All’incontro ha preso parte il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina e l’assessore regionale Toto Cordaro.

Il presidente Albano ha voluto sottolineare e ringraziare “l’assessore per l’attenzione verso la Fondazione Giglio”.

28 vl/com 2020

Pubblicato in Comunicati stampa

Gli ambulatori sono stati intitolati al giovane medico Aldo Naro
Il presidente Albano: "Pianificati investimenti per 18 milioni di euro"

La Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù con un investimento di 1,5 milioni di euro, di risorse proprie, ha rinnovato i laboratori di emodinamica ed elettrofisiologia cardiaca dotandoli delle più innovative tecnologie che consentono interventi non solo in campo cardiologico ma anche in radiologia interventistica.

“Nel 2019 – ha detto il presidente della Fondazione Giglio Giovanni Albano – abbiamo messo in cantiere investimenti per 18 milioni di euro per rinnovare e ampliare, dopo 15 anni, il parco tecnologico dell’Istituto per dare cure adeguate ai nostri pazienti e attrarre nuove professionalità”.

Presenti all’inaugurazione, che si è tenuta stamani, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, gli assessori regionali Roberto Lagalla, Toto Cordaro e Bernadette Grasso, unitamente al sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, a sindaci delle Madonie e le autorità militari.
Il Giglio di Cefalù – ha detto il presidente Nello Musumeci – è una perla ospedaliera che lavora con grande impegno sulla qualità con un altissimo spessore del personale sanitario e non. La Regione guarda con grande attenzione a questa struttura”.

“Il futuro della Fondazione Giglio – ha aggiunto l’assessore Razza – è di proseguire nel processo di rinnovamento già avviato. Deve oggi essere calamita d’intelligenze per far tornare in Sicilia chi è andata all’estero. La sfida si deve vincere qui”. L’Assessore Razza ha anche sottolineato che “dal 1 gennaio del 2018 sono stati oltre 1400 i giovani rientrati in Sicilia”.

I rinnovati laboratori sono stati dedicati ad Aldo Naro giovane medico il cui sogno, di diventare cardiologo, è stato spezzato il 14 febbraio 2015, a soli 25 anni, nel corso di una serata avvenuta in un locale di Palermo.

“Abbiamo voluto dare continuità – ha affermato il presidente Albano - al sogno di un giovane medico che sin da piccolo voleva fare il cardiologo e che è stato strappato alla vita e ai suoi cari”.

Una targa dedicata al giovane Naro è stata scoperta all’ingresso del reparto di cardiologia. “Aldo e la sua memoria – ha detto Rosario Nario padre di Aldo - vengono onorati con questa prestigiosa intitolazione. Ad Aldo viene restituita dalla società civile la dignità calpestata da una incomprensibile violenza che ha dovuto subire il 14 febbraio di 5 anni fa”.

L’unità operativa di cardiologia, centro HUB nella rete per il trattamento dell’infarto in Sicilia, è diretta da Tommaso Cipolla, mentre, la responsabilità del laboratorio di emodinamica è affidata a Mariano Becchina e del laboratorio di elettrofisiologia a Gabriele Giannola.

“Possiamo oggi ampliare – ha sottolineato Tommaso Cipolla - l’offerta terapeutica con interventi di complessità superiore riaspetto agli attuali”.

Il laboratorio di emodinamica è stato dotato di un agiografo digitale, di ultima generazione, che consente l’esecuzione di procedure cliniche innovative e di migliorare quelle tradizionali offrendo anche una migliore risoluzione delle immagini, anche in 3D, in grado di rilevare più dettagli clinici.

“E’ un angiografo che ci mette nelle condizioni - ha rilevato l’emodinamista Becchina - di eseguire l’interventistica periferica a tutto tondo (total body), l’interventistica strutturale cardiologica (chiusura Dia, Pfo, auricola, valvuloplastica e aortica) nonché, nel campo dell’oncologia, di sfruttarlo in moltissime procedure come l’ablazione, la crioablazione e il posizionamento di drenaggi. Un grosso vantaggio è dettato anche dalle minori radiazioni a carico del paziente e dell’operatore”.

E’ stato rinnovato, nella sua totalità, anche il laboratorio di elettrofisiologia cardiaca.
La nuova sala è stata dotata di un sistema radiologico digitale ad arco a “C” mobile e di un sistema di mappaggio elettro-anatomico “che consente - ha evidenziato il responsabile dell’elettrofisiologia cardiaca Gabriele Giannola - di fare le ablazioni anche a raggi zero e senza l’impiego di apparecchiature radiologiche”.
L’elettrofisiologia di Cefalù esegue interventi di ablazione delle aritmie sopraventricolari e ventricolari endocardiache “che curano definitivamente le aritmie - ha affermato Gabriele Giannola - e migliorano sia la qualità di vita che la sopravvivenza del paziente”. Nel laboratorio vengono eseguiti anche interventi di impianti di protesi cardiache come defibrillatori, pacemaker, sistemi per la resincronizzazione ventricolare, per la cura dello scompenso cardiaco e di loop recorder.

Il rinnovamento tecnologico ha interessato anche la centrale di monitoraggio della terapia intensiva cardiologica (Utic) che dispone di 4 posti letto.

La cardiologia di Cefalù è la prima in Sicilia per tempestività di intervento sia nell’infarto miocardico acuto sia in una forma particolare di infarto detto “Stemi” (dato Report Dasoe).

La cardiologa del Giglio dispone di 20 posti letto di cui uno di day hospital e quattro in Utic (terapia intensiva cardiologica).
Tratta, ogni anno, una media di 250 infarti di cui 100-120 Stemi, effettua circa 800 coronografie e 450 angioplastiche coronariche, impianta 300 device/anno tra pacemaker e defibrillatori, esegue circa 100 ablazioni. Sono invece 10 mila le prestazioni ambulatoriali l’anno, 1100 ricoveri in regime ordinario con un tasso di occupazione dei posti letto maggiore del 100 percento e un peso medio di 1,84.

“La cardiologia di Cefalù - ha concluso Cipolla - è un punto fermo della sanità siciliana con risultati lusinghieri certificati anche dal Ministero della Salute”.

Gli interventi strutturali dei rinnovati laboratori sono stati coordinati dall’ufficio tecnico della Fondazione Giglio, guidato dall’ingegnere Giuseppe Franco, mentre, quelli tecnologici dal servizio di ingegneria clinica diretto dall’ingegnere Giuseppe Fatuzzo.
5 vl/com 2020

Scarica qui il link al servizio Tv grezzo con interviste nell’ordine a Mariano Becchina, resp. emodinamica, Gabriele Giannola, resp. Elettrofisiologia, presidente Nello Musumeci, presidente Giovani Albano, assessore Ruggero Razza.
Link https://wetransfer.com/downloads/820ffb95d0a2908fa64616010308b1a720200114135257/5f1165e8d62bd2f1a786228428cf890520200114135257/c7db71

 

SINTESI INTERVENTO PRESIDENTE FONDAZIONE GIGLIO GIOVANNI ALBANO

Nel 2019 abbiamo messo in cantiere investimenti per 18 milioni di euro in tecnologie a valere sui bilanci pluriennali per rinnovare, dopo 15 anni, il parco tecnologico, e dare cure adeguate ai nostri pazienti e attrarre nuove professionalità.
Su questi obiettivi abbiamo presentato anche due progetti al Ministero dello Sviluppo economico che ci consentiranno di dotare, fra l’altro, l’Istituto di una piattaforma di diagnostica molecolare all’avanguardia e di acquisire tecnologia di secondo livello come il robot “Da Vinci” e un Pet-RM.
Tutto questo lo abbiamo potuto fare e lo stiamo facendo, grazie alla sensibilità di questo Governo Regionale che ci sta accompagnando, con atti amministrativi e legislativi, nel posizionare l’Istituto su un livello di competitività tale da poter contribuire a ridurre la mobilità passiva dei pazienti siciliani. Tra questi atti rientra una delira della giunta che con un contributo di 800 mila euro ha reso possibile la partecipazione delle Regione Siciliana a un progetto presentato al Mise.
Siamo, inoltre, orgogliosi di avere stabilizzato tutto il personale presente in Fondazione, di avere consentito a tanti giovani e straordinari professionisti che lavoravano negli ospedali del nord Italia, dell’Inghilterra e del Nord America di tornare a lavorare in Sicilia.
Nel 2020 ci aspetta una sfida strategica per questa Fondazione. Lo scorso mese abbiamo esitato una manifestazione di interesse e individuato una istituzione di altissimo profilo che, a breve ci consegnerà un progetto, da mettere in gara tra due settimana. Questa procedura, di massima trasparenza, permetterà l’ingresso di un partner scientifico nel nostro Istituto.

 

ALDO NARO – SCHEDA SINTETICA

Aldo Naro nasce il 2 settembre 1989 ad Atripalda in provincia di Avellino. La professione del padre, ufficiale dell’Arma dei Carabinieri (oggi generale in quiescenza), lo porta a trascorre l’infanzia e l’adolescenza oltre che a Sant’Angelo dei Lombardi, ad Alcamo, a Palermo, a Messina ed infine a San Cataldo (Cl). Conseguita la maturità concorre, con successo, all’ammissione al primo anno del corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia. Completa gli esami poco prima dello scadere dei canonici sei anni e riesce ad ottenere il sospirato titolo della propria tesi in cardiologia, condizione necessaria per l’accesso all’omonima scuola di specializzazione. Il 24.07.2014 discute la tesi e viene proclamato dottore in medicina e chirurgia con la votazione di 110, la lode e la partecipazione al premio Albanese. A seguire supera l’esame di abilitazione all’esercizio della professione medica. Il 25.02.2015, espletate le pratiche per l’iscrizione all’Albo dei Medici della provincia di Caltanissetta, avrebbe dovuto giurare nelle mani del presidente dell’Ordine di Medici, ma ciò non avviene perché undici giorni prima, il 14 febbraio durante una festa di carnevale in discoteca a Palermo “più mani assassine e feroci - scrive la famiglia nella biografia - fermano il suo cuore nobile e generoso nel modo più barbaro e vigliacco”. Aldo Naro consegue l’iscrizione all’Albo dei medici alla memoria.

 


Puoi scaricare il video di presentazione dei laboratorio di emodinamica ed elettrofisiologia con e senza logo del Giglio a questo link wetransfer sino al 20 gennaio 2020. Interviste al dottor Tommaso Cipolla, direttore U.O. di Cardiologia, al dott. Mariano Becchina, responsabile emodinamica e al dott. Gabriele Giannola responsabile Elettrofisiologia.

 

Pubblicato in Comunicati stampa

Saranno inaugurati martedì 14 gennaio, alle ore 11.30, alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e dell’assessore regionale alla salute, Ruggero Razza, i nuovi laboratori di emodinamica ed elettrofisiologia cardiaca della Fondazione Giglio di Cefalù.

A illustrare le nuove realizzazioni sarà il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano.

I laboratori sono stati rinnovati e dotati di nuove tecnologie, di ultima generazione, con campi di applicazione in cardiologia e in radiologia interventistica.

La cardiologia di Cefalù è la prima in Sicilia per tempestività di intervento sia nell’infarto miocardico acuto sia in una forma particolare di infarto denominata “STEMI” (dato da report Dasoe Sicilia).

3 vl/com 2020

Pubblicato in Comunicati stampa

Save the date: Martedì 14 gennaio, alle ore 11.30, alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e dell'assessore regionale alla salute, avv. Ruggero Razza, saranno inaugurati i nuovi laboratori di emodinamica ed elettrofisiologia cardiaca della Fondazione Giglio. 

Le nuove realizzazioni saranno presentate dal presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano.

Pubblicato in Notizie
Giovedì, 11 Luglio 2019 00:00

Lascia l'Inghilterra e sceglie Cefalù

Edizione del 28/06/2019 Estratto da pag. 15

LA STORIA

Viva l' Indiilterra. Ma meglio Cefalù

di Giusi Spica

II viaggio all'incontrano di Lupparelli, ortopedico di grido che tornato da Londra ha scelto il Giglio: "La sfida è crescere qui"

Ha lavorato fianco a fianco con uno dei luminari dell'Ortopedia italiana, Gianfranco Fineschi, chirurgo di Papa Wojtyla. Poi, come molti giovani promesse della Medicina, ha messo il bisturi e le ambizioni in valigia ed è volato in Ingnilterra per fare carriera. Dopo aver lavorato per dieci anni in grandi centri ospedalieri inglesi, adesso Stefano Lupparelli, 53 anni, umbro di nascita, è tornato in Italia e ha scelto l'ospedale Giglio di Cefalù.

Una storia in controtendenza, in un momento in cui la Sicilia e l'Italia tutta affrontano la carenza di camici bianchi che è ormai diventata un'emergenza nazionale. Si pensa di richiamare i pensionati in corsia, di ricorrere ai medici militari, di aumentare le borse di specializzazione. Soprattutto di frenare la fuga dei neo-laureati che altrove trovano condizioni di lavoro migliori e stipendi più alti.

Lupparelli invece è tornato per nostalgia: «Si può anche andare fuori per fare un'esperienza professionale, ma poi la mancanza di casa si sente. Ed è bello mettere a dispo sizione del proprio Paese l'esperienza acquisita all'estero». Specializzato in Ortopedia al Gemelli di Roma, ha lavorato per sette anni a Perugia in un ospedale del Vaticano e per tré anni a L'Aquila al fianco di un altro luminare della Chirurgia ortopedica, il professore Vittorio Calvisi.

Dieci anni fa ha accettato la proposta di un'agenzia inglese ed è partito con la moglie a cercare fortuna. Ha lavorato prima nel Devon a Plymouth e poi nel Somerset a Shepton Mallet, dove si è occupato di chirurgia della spalla a 360 gradi, eseguendo oltre 4 mila interventi.

«Dovevo rimanere 12 mesi, sono rimasto dieci anni. Anche in Ingnilterra c'è una grave carenza di medici, cui cercano di far fronte con il ricorso a professionisti stranieri, soprattutto asiatici o dell'Est europeo. In Ingnilterra c'è un grande volume chirurgico e le opportunità di fare esperienza sono maggiori». Anche le paghe sono più allettanti: i contratti si aggirano fra 100 mila e 110 mila sterline l'anno.

Eppure Lupparelli ha deciso di tornare. Ha partecipato al bando della Fondazione Giglio e lo ha vinto, rifiutando altre proposte dal resto d'Italia: «Mi è piaciuta la visione di progettualità di questo management e il grosso spirito di appartenenza. Desidero mettere a servizio della popolazione siciliana la mia professionalità cresciuta all'estero. Non vedo motivi di guardare al nord Italia per cercare le cure quando si possono ricevere nella propria regione. Rappresenteremo una scelta e un'opportuni tà per i siciliani».

Non è un mistero che proprio l'Ortopedia sia la Cenerentola della sanità siciliana, la voce di spesa maggiore della mobilità passiva che sfiora i 200 milioni di euro l'anno. «Cercherò di dare il mio contributo», dice il chirurgo che prenderà servizio dal primo luglio. Una scelta voluta dal presidente della Fondazione Giovanni Albano: «Abbiamo condiviso un'univoca strategia con l'assessore alla Salute, Ruggero Razza: offrire l'opportunità a tanti cervelli in fuga di tornare nel nostro Paese ed offrire la loro professionalità nella nostra regione».

Chissà se la scelta in controtendenza farà proseliti. -g.sp. 

Pubblicato in Dicono di noi

IMPIANTATA UNA MEGA PROTESI FEMORALE DI 22 CENTIMETRI SU PAZIENTE CON METASTASI

Prime procedure chirurgiche per l’ortopedia oncologica della Fondazione Giglio di Cefalù, recentemente attivata. Ad essere stata trattata è stata una metastasi ossea di una paziente siciliana di 65 anni con carcinoma renale. La lesione, non curata, aveva eroso l’intero femore distale provocando dolori incontrollabili e impedendo la deambulazione della paziente.

Alla donna è stato necessario resecare la parte distale del femore fino al ginocchio ed impiantare una mega-protesi, sostitutiva del femore, estesa 22 centimetri e connessa a protesi articolare del ginocchio.

L’intervento, durato 5 ore, ha visto come primo operatore il neo oncoortopedico del Giglio, Giuseppe Perrucchini, con l’ausilio del responsabile dell’ortopedia Filippo Boniforti, dell’ortopedico Michele Saporito, del chirurgo vascolare Gaetano Mauceri e dell’anestesista Salvo Napoli.

L’intervento è stato preceduto, il giorno prima, da una procedura di embolizzazione, della voluminosa lesione, eseguita dal radiologo interventista Franco Valenza presso la radiologia di Villa Sofia a Palermo. Questa procedura ha consentito la chiusura dei vasi sanguigni (della lesione) per evitare il formarsi di gravi emorragie durante l’intervento.

“L’obiettivo raggiunto - ha detto Perrucchini - era di ridare qualità di vita e autonomia alla paziente che ha ripreso a camminare ed è già stata dimessa”.

La degenza è stata di 12 giorni nei quali è stato avviato anche il percorso riabilitativo.

Perrucchini ha anche sottolineato “la multidisciplinarità e la complessità dell’intervento che ha registrato, in questo caso, il coordinamento tra onco-ortopedico, radiologo interventista, ortopedici, chirurgo vascolare, anestesisti, infermieri e fisioterapisti dell’ortopedia, un lavoro che ha coinvolto tutto il blocco operatorio: il più grande risultato - ha affermato - è stato l’ottimo lavoro di squadra”.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano. “Abbiamo attivato nel nostro istituto - ha detto - una super specialità ortopedica auspicando di poter offrire, in linea con le indicazioni dell’Assessore Razza, il nostro contributo alla sanità regionale e ai tanti siciliani che si sono rivolti ad altri Istituti del nord Italia”.

L’altra procedura di ortopedia oncologica è stata eseguita su un paziente ricoverato nel reparto di oncologia del Giglio, diretto da Massimiliano Spada.

“Il paziente manifestava dolore al dorso - ha spiegato l’oncoortopedico Perrucchini - e dagli esami eseguiti è emersa una alterazione di una vertebra. Pertanto - ha proseguito - è stata eseguita una biopsia percutanea della terza vertebra toracica. Attraverso il peduncolo osseo della stessa vertebra è stato prelevato, sotto guida TAC, il tessuto patologico per l’esame istologico. Con la diagnosi - ha concluso - potrà essere avviato un percorso terapeutico”. La biopsia è stata eseguita con la collaborazione del radiologo Sergio Testai.

32 vl/com 2019

 

Pubblicato in Comunicati stampa
Mercoledì, 10 Aprile 2019 11:40

Al Giglio parte l'ortopedia oncologica

ALBANO: una risposta a tanti siciliani che vanno al nord

La Fondazione Giglio di Cefalù ha dato il via ad un nuovo servizio di chirurgia ortopedica oncologica con l’arrivo nella struttura siciliana dell’oncortopedico Giuseppe Perrucchini.

“L’obiettivo - ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano - condiviso con l’assessore regionale della salute Razza, è quello di venire incontro a centinaia di siciliani che non trovano riferimenti e sono costretti ad andare al nord per le cure”.

L’ortopedia oncologica del Giglio si occuperà di diagnosi e di trattamento chirurgico di tutte le patologie neoplastiche nelle diversi sedi muscolo-scheletriche sia di tumori benigni che maligni, primitivi e secondari.

Il neo oncortopedico del Giglio si è formato in due importanti istituti ortopedici di Milano dove negli ultimi 21 anni si è occupato sempre di chirurgia ortopedica oncologica degli arti e della colonna vertebrale. Alle spalle ha una vasta casistica di oltre un migliaio di interventi chirurgici nel campo ortoncologico.

“Sono orgoglioso - ha sottolineato il presidente Albano - di avere nella nostra equipe un eccellente professionista”.

“Fiero - ha affermato Giuseppe Perrucchini - di potere aggiungere alle grandi professionalità e alla grande progettualità dell’Istituto Giglio la mia esperienza di ortopedia oncologica con l’obiettivo di rafforzare la rete oncologica siciliana”.

L’oncortopedia del Giglio ha iniziato lunedì l’attività sia diagnostica che chirurgica.

“Negli interventi - ha aggiunto Perrucchini - viene posta grande attenzione alla ricostruzione dei segmenti scheletrici che avviene con l’utilizzo di protesi speciali o di innesti ossei prelevati dallo stesso paziente o da donatore”.

L’oncortopedia si inserisce nell’unità operativa di ortopedia e traumatologia del Giglio diretta da Filippo Boniforti.
“L’arrivo di Perrucchini - ha concluso Boniforti - arricchisce il panorama siciliano di una super specializzazione che aveva bisogno di una professionalità di questo livello”.

18 vl/com 2019

Pubblicato in Comunicati stampa

Sono state inaugurate, stamani, alla Fondazione Giglio di Cefalù alla presenza del presidente Giovanni Albano e dell’assessore regionale della salute, Ruggero Razza, la nuova unità di risveglio e l’area di emergenza.

Presenti anche gli assessori regionali Roberto Lagalla, Toto Cordaro, Bernadette Grasso, la presidente della sesta commissione sanità dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, i sindaci delle Madonie e dei Nebrodi e numerose autorità.
“Inauguriamo due aree ad alta intensità di cura – ha detto il presidente Albano - soprattutto la prima che accoglie pazienti usciti dal coma, provenienti da tutte le terapie intensive dell’isola, che da oggi disporrà di attrezzature robotiche per la riabilitazione, e una area di emergenza con spazi rimodulati che ne migliorano efficienza e comfort per il paziente”.

Albano ha sottolineato nell’intervento di saluto quanto fatto per “dare un passo diverso all’azienda partendo dal riportare in equilibrio di bilancio, dalla stabilizzazione di tutto il personale precario: (oggi non esiste un solo precario, ha sottolineato), all’avvio delle gare per aggiornare tutta la tecnologia”. Inoltre, ha annunciato il “finanziamento di due progetti di ricerca a valere sulla programmazione europea, presentati nel 2006 con l’allora direttore scientifico del Giglio, Roberto Lagalla.

Due progetti – ha rilevato il presidente - che ci consentiranno non solo di fare ricerca avanzata nel settore tecnologico ma di acquisire tecnologie innovative come il robot chirurgico, un acceleratore lineare integrato ad una RMN, una RM – PET, unica presente nel meridione e i laboratori di genetica molecolare e di anatomia patologica digitale che renderanno l’azienda sempre più innovata”.
“Di una nuova sfida per la Fondazione Giglio” ha parlato l’assessore regionale alla salute Razza, che ha posto l’accento anche su un obiettivo del suo mandato: “abbattere la mobilità passiva. Fa molto male che la nostra regione – ha sottolineano - si privi di risorse per accompagnare i cittadini a curarsi fuori dall’Isola. La Fondazione è chiamata a questa sfida diventi calamita e riferimento straordinario per una fase di regressione della mobilità passiva. Noi dobbiamo utilizzarne al pieno le potenzialità anche per far rientrare, grazie alla sua natura giuridica, professionisti che operano all’estero”.
Tra gli interventi di saluto anche quello del sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina (“Il Giglio è la più grande azienda del territorio con personale che lavora con grande dedizione e chiediamo che questo ospedale cresca sempre più in linea con le ultime scelte”) e del presidente della Commissione Sanità dell’Ars, La Rocca Ruvolo che “ha apprezzato il lavoro sin qui fatto. I pazienti che arrivano in questa struttura – ha affermato - devono avere la percezione di avere il massimo senza dover più varcare i confini della regione”.

A portare il saluto del vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante, è stato il cappellano dell’ospedale mons. Giuseppe Scelsi.

La nuova unità di risveglio con 16 posti letto, monitorati 24 ore su 24, è stata realizzata al 4 piano della struttura sanitaria (corpo D) su un’area di 900 metri quadrati. Diretta da Giuseppe Galardi, responsabile dell’unità di riabilitazione, ospita pazienti con gravi celebrolesioni determinati da trauma cranico, arresto cardiaco con conseguente anossia celebrale, da emorragie celebrali e da altre cause come tumori o infiammazioni e con uno stato di coma durato oltre 24 ore. Dispone di due open room con 10 posti letto, di una control room centrale e presidiata permanentemente dal personale sanitario, di 3 stanze doppie di degenza, di 3 studi e di una smart room con attrezzature robotiche per la riabilitazione.

Nella smart room è stato installato il robot “Erigo” che consente in fase precoce di porre il paziente in pozione verticale e di avviare la mobilizzazione degli arti inferiori simulando il cammino in modalità passiva assistita e attiva e il sistema robotico “Hunova” che stimola la postura e l’equilibrio del paziente stando comodamente seduto su una poltroncina sensorizzata e robotizzata.

Per le nuove tecnologie in riabilitazione è stato previsto un investimento a carico della Fondazione di 350 mila euro.

Nell’unità di risveglio opera un equipe multidisciplinare di 40 unità tra medici infermieri, neuro psicologa, fisioterapisti. Dal 2007 ad oggi ha registrato oltre 600 pazienti.

I lavori di completamento del 3 e 4 piano del corpo D dove è ubicata l’unità di risveglio sono stati finanziati con 3 milioni e 50 mila euro con fondi ex articolo 20 (legge 67/88). Al terzo piano sarà ospitata la nuova terapia intensiva post operatoria con 8 posti letto.
L’intervento è stato realizzato dalla ditta PI.SA.NI di Mussumeli (CL) per un importo di 2.637 mila euro, con la direzione lavori dell’ing. Giuseppe Franco, responsabile dell’ufficio tecnico del Giglio.

Area emergenza. Il progetto di riqualificazione, dell’area di emergenza ha consentito di realizzare, su una superfice di 250 metri quadrati, la nuova camera calda e la nuova sala d’attesa e di rimodulare gli spazi esterni per separare gli ingressi dei pazienti provenienti dal 118 ed ambulanze da quelli che accedono in modo autonomo. E’ stata anche creata anche una nuova area di sosta per ambulanza e incrementati gli stalli per i disabili.

L’investimento della Fondazione è stato di 350 mila euro.

Il pronto soccorso di Cefalù è diretto dal dottor Rosario Squatrito e registra una media di 25 mila accessi annui. Dispone di una sala codici rossi, di una sala pediatrica, di 2 sale visite con 4 postazioni, di 4 posti di astanteria a cui si aggiungono 6 posti di osservazione breve.


33 vl/com 2018


Nella foto di gruppo da sx l’assessore Roberto Lagalla, il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano, il presidente della Commissione sanità dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, l’assessore regionale Toto Cordaro, il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, l’assessore regionale della Salute Ruggero Razza, l’on. Alessandro Aricò
Nelle altre foto il taglio del nastro nell’area di emergenza e nell’unità di risveglio.

Clicca qui per scaricare video con interviste (valido sino al 25 dicembre)

Clicca qui per scaricare photo gallery (link valido sino al 25 dicembre)

Pubblicato in Comunicati stampa

INTERVIENE L’ASSESSORE ALLA SALUTE RAZZA

Saranno inaugurate martedì 18 dicembre, alle ore 11.30, alla Fondazione Giglio di Cefalù la nuova unità di risveglio con 16 posti letto, monitorati 24 ore su 24, e l’area di emergenza.
Al taglio del nastro, con il presidente della Fondazione Giglio, Giovani Albano, saranno presenti l’assessore regionale della salute, Ruggero Razza, gli assessori regionale Roberto Lagalla, Toto Cordaro e Bernadette Grasso, il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, il presidente della Commissione sanità dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo e i sindaci delle Madonie e dei Nebrodi. Interverrà, inoltre, il vescovo della Diocesi di Cefalù, Giuseppe Marciante.
L’apertura dell’unità di risveglio reparto, che ospita pazienti con gravi celebrolesioni, provenienti dalle terapie intensive della Sicilia, segna anche il completamento del terzo e quarto piano di un’ala dell’ospedale con un finanziamento di 3 milioni di euro fondi ex articolo 20 (legge 67/88).
La nuova unità di risveglio si estende su una superficie di circa 900 metri quadrati e dispone, al suo interno, anche di una smart room con attrezzature robotiche per la riabilitazione.
A seguire al pronto soccorso sarà inaugurata la nuova area triage con camera calda e sala d’attesa, dotata di tutti i comfort, entrambe realizzate su una superficie di 250 metri quadrati.

30 vl/com 2018

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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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Fondazione Istituto
G. Giglio di Cefalù

Contrada Pietrapollastra - Pisciotto
90015 Cefalù (PA)
Tel: +39 0921 920 111
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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