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sabato 04 luglio, 2020

La Fondazione Giglio di Cefalù apre ai singoli richiedenti la possibilità di effettuare il test sierologico per sapere se si è venuti in contatto con il Covid-19.

Il test sarà eseguito dal laboratorio d’analisi con un semplice prelievo e la risposta sarà inviata a mezzo email dopo poche ore.

“Il test – spiega Martino Tinaglia, responsabile del laboratorio d’analisi – consente di determinare la presenza di anticorpi al Covid-19. E’ un test quantitativo – aggiunge – con alta affidabilità. In caso di esito positivo, per determinare l’eventuale contagio in corso, verrà eseguito il tampone”.

La metodica usata dal laboratorio d’analisi del Giglio è l’Eclia della Roche (elettrochemioluminiscenza) che valuta su siero la presenza di Ig (immunoglobuline) totali (IgG/IgM) che attestano l’avvenuto contatto o meno con il virus. Valori superiori ad 1 rilevano la positività del paziente al Covid-19 viceversa la negatività al virus.

Il sierologico verrà effettuato al costo di euro 17,50 e non occorre la prescrizione del medico di famiglia ne la prenotazione.

Gli orari per eseguire l’esame sono gli stessi del centro prelievi ovvero dalle ore 7.30 alle ore 10 dal lunedì al sabato.

Il referto sarà inviato a mezzo email all’indirizzo comunicato al momento dell’accettazione o si potrà ritirare allo sportello tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 13.30 e il martedì e giovedì anche dalle 14 alle ore 16. In caso di esito positivo il paziente sarà ricontattato, dalla struttura, per l’esecuzione del tampone.

55 vl/com 2020

Pubblicato in Comunicati stampa

Pubblichiamo una riflessione del fisioterapista Giovanni Guercio scritta nei giorni più tragici della pandamia. Racconta il percorso di un paziente, per un momento "sospetto covid", avviato alla riabilitazione. Nasce un empatia, rafforzata dal pericolo scampato, che diventa la forza per rialzarsi. E così la sua riflessione: il virus non ha piegato il nostro agire".

di Giovanni Guercio

Evento di ordinaria riabilitazione nei giorni più tragici.

Un uomo alto, con gli occhi sgranati, sta compiendo il suo percorso riabilitativo da alcuni mesi.

Quella frase scritta sul suo telefonino “torneremo a sorridere” comincia a perdere la risoluzione iniziale con cui è stata scritta.
Viene assegnato alle mie cure riabilitative.

Il respiro stanco con sibilo costante, rivela una persona provata fisicamente ma con la forza e la convinzione di non mollare, il suo progetto è un altro.
Quando mi vede nella sua stanza, qualcosa irradia il suo volto, qualcosa modifica il progetto riservato a quell’uomo.

Mi trovo a fare una gran quantità di riflessioni su come “rimettere in piedi” il paziente D.C..

Un contributo importante a questa missione viene dal medico pneumologo Giorgio Marino che con nitida visione, mi dice di investire sul paziente.

Appena fatte le dovute considerazioni, D.C. peggiora, sale la febbre, il respiro si deteriora, necessita di ossigenoterapia.

Viene sottoposto ad esami che rilevano “polmonite interstiziale”, quasi una sentenza al tempo del coronavirus.
Si accende la luce rossa, si eseguono le misure previste, si isola il paziente, si prosegue con il protocollo.

Vengo aggiornato, rimango a casa in attesa. Non sono preparato e mi adatto emotivamente.

Gli elementi ci sono tutti, sono stato a contatto con un sospetto Covid positivo, assieme ad altri miei colleghi, fra cui mia moglie, il che non migliora affatto le cose.
Per fortuna la buona notizia non tarda ad arrivare, il paziente risulta negativo al tampone.

Il giorno dopo ritorno al "fronte", il pericolo scampato rinforza “l’empatia”, vero motore per muscoli e plasticità cerebrale.

Non considerando i tecnicismi, con l’ausilio di uno standing e tanta sofferenza, riacquistiamo la stazione eretta.
L’entusiasmo di D.C. spazza via le mie perplessità nel dar luogo ad un tentativo di “deambulazione con ausili ed assistenza”, modalità con cui viene definita questa fase dagli addetti ai lavori.

L’esperimento ha successo, trenta metri del corridoio diventano il palcoscenico dell’evento.
Ma è solo un nuovo inizio.

Non ci dobbiamo fermare davanti al capolavoro biomeccanico che il nostro corpo rappresenta. La realtà ha luogo dentro di noi, dove spesso risiedono capacità non sospettate. La visione è nella mente non nell’occhio.

Allo stabilizzarsi delle condizioni cliniche, si aggiungono quelle su cui basare le future prospettive di ripresa.

L’indaffarato paziente/regista predispone l’ambiente dove trascorrere l’imminente futuro nella propria abitazione.
Conoscenza e saggezza cominciano al capezzale dell’uomo malato.

Anche nei momenti di grande difficoltà come quelli che stiamo vivendo, il virus non ha piegato il nostro agire, la cui forza è generata dalla coscienza individuale e collettiva.

Questa storia, patrimonio di insegnamenti che ogni paziente ci offre, rappresenta solo una pagina del grande libro che il nostro ospedale ci permette di scrivere.

Grazie
Giovanni Guercio

Pubblicato in Notizie

IL PRESIDENTE ALBANO: L’OSPEDALE È STATO MESSO IN SICUREZZA

Sono stati oltre 1000 i tamponi per l’identificazione del Sars-Cov-2 eseguiti dal neo laboratorio di biologia molecolare della Fondazione Giglio di Cefalù.

I primi tamponi sono stati effettuati sul personale sanitario e amministrativo della stessa Fondazione, ai pazienti al momento del pre-ricovero e in accesso al pronto soccorso con sintomi influenzali e al personale dei servizi: bar, mensa e pulizie del nosocomio cefaludese.
In totale sono stati poco più di 800 quelli eseguiti sul personale del Giglio e 300 sui pazienti.

“Tutti i tamponi effettuati – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – ha dato esito negativo al Coronavirus.

L’ospedale – ha affermato Albano – è stato messo in sicurezza ed ogni giorno con medici e tecnici della task force Covid-19 mettiamo in campo nuove misure di prevenzione e di contenimento del virus in vista anche della ripresa di tutte le attività incluse quelle ambulatoriali della Fondazione Giglio”.

A coordinare il laboratorio di biologia molecolare è la dottoressa Maria Andriolo che si avvale del supporto del tecnico di laboratorio Maria Enza D’Ippolito.

Il laboratorio è in grado di sviluppare 80 tamponi in ogni seduta mediamente di quattro - cinque ore. La struttura si è anche dotata di un estrattore automatico di acidi nucleici (DNA-RNA) in grado di processare contemporaneamente 16 campioni in 70 minuti. Campioni che vengono poi trasferiti in una piastra che amplifica la molecola di RNA per la diagnosi di negatività o di positività al Covid-19.

Ringrazio – ha aggiunto Albano – i nostri operatori per l’impegno e la totale abnegazione che in questi giorni stanno mostrando sul campo”.

Il presidente ha, inoltre, anticipato che “nel piazzale esterno della struttura sanitaria, dove sono state già collocate delle pagode messe a disposizione dal comune di Lascari, sarà realizzata una grande sala d’attesa dove i pazienti saranno chiamati, di volta in volta, per accedere agli esami strumentali. Sposteremo da lunedì all’esterno – ha concluso Albano - anche il centro prelievi e alcuni ambulatori. Tutto questo per limitare ancor di più gli accessi in ospedale ai soli pazienti ricoverati a cui viene effettuato il tampone al pre-triage in ingresso”.

41 vl/com 2020

Nella foto da sx il presidente Albano, Maria Andriolo, Maria Enza d'Ippolito e il farmacista Carmelo Di Giorgio.

Pubblicato in Comunicati stampa

In un articolo a firma del responsabile dell'unità operativa di Neurologia della Fondazione Giglio ecco come è stata organizzata l'attività del centro sclerosi multipla per garantere ai pazienti la continuità assistenziale.

di Luigi Maria Grimaldi*

I pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) seguiti presso il Centro Regionale per la Diagnosi e Cura della SM della Fondazione Giglio di Cefalù sono stati oggetto di numerose iniziative organizzative per venire incontro ai loro bisogni di assistenza e trattamento messi duramente alla prova dalle restrizioni sociali necessarie al contenimento dell’infezione da Sars CoV-2.

Il rischio, paventato dalle associazioni degli stessi malati, prima tra tutte l’AISM, era che i pazienti non si recassero più ai Centri, quasi sempre situati all’interno di ospedali in cui sono ricoverati pazienti affetti da COVID-19, per le visite di controllo e per ritirare o ricevere i farmaci necessari per il mantenimento del loro stato di salute per paura di infettarsi e che le strutture non fossero comunque più in grado di accogliergli per le varie rimodulazioni di spazi e di personale che hanno dovuto affrontare.

Per ovviare a questi possibili ostacoli, presso il centro di Cefalù è partita sin dai primi giorni dell’epidemia un’intensa rimodulazione organizzativa: la segreteria è stata dotata di un cellulare con un numero dedicato (333-6147711) con cui tramite telelavoro ha iniziato a gestire i pazienti che sarebbero dovuti venire a visita per il ritiro dei farmaci contattandoli in anticipo, ricevendo i loro esami e trasmettendoli ai neurologi del Centro che, dopo averli visionati, contattano telefonicamente i pazienti e, sulla base di quanto loro comunicato, redigono il piano terapeutico che viene poi fatto loro recapitare sempre per via telematica.

In questo modo si è praticamente azzerato l’accesso dei pazienti all’ospedale ottenendo il tanto auspicato isolamento sociale e mantenimento assistenziale.

Un secondo intervento ha riguardato proprio il ritiro dei farmaci prescritti: grazie al supporto della multinazionale Novartis è già partito un servizio di recapito al domicilio dei pazienti da parte di un corriere gratuito e analoghe iniziative sono in corso di realizzazione anche con le altre aziende del settore: a regime si spera che tutti i pazienti che non necessitino di un controllo frontale con il neurologo possano essere visitati e ricevano il loro farmaco in questo modo.

Grazie al numero dedicato è anche partita una chat riservata a tutti i circa 200 pazienti che circa una volta al mese debbono necessariamente recarsi a Cefalù per ricevere un farmaco infusionale.

Questi, come del resto tutti gli altri pazienti SM, possono inviare messaggi con domande specifiche ed ottenere risposte in giornata.

Sulla chat il personale del Centro ha inoltre provveduto durante questo periodo a lasciare dei messaggi di informazione sull’andamento dell’epidemia e sui rischi connessi per i pazienti con patologie immunitarie come quelli affetti da SM, un servizio finora molto gradito dall’utenza.

Per poter effettuare le infusioni mensili in condizioni di sicurezza infettivologica, il Centro si è avvalso, oltre che ad un triage all’esterno della struttura ospedaliera con termometria, autocertificazione e disinfezione delle mani, di uno scaglionamento dei pazienti in più turni quotidiani con accoglimento degli stessi in non più di 2-3 per stanza a oltre 3 metri di distanza l’uno dall’altro con adeguata protezione mediante mascherine e all’utilizzo di un camper medicalizzato generosamente offerto dal Rotary Club e posizionato all’esterno dell’ingresso dove un’infermiera dedicata, adeguatamente protetta “come se”, ha effettuato le dispensazioni per i pazienti provenienti da aree più a rischio; più di recente è stata utilizzata la stanza di isolamento attivata presso il P.S. dell’ospedale.

Sono sempre continuate, in questo periodo, i ricoveri ordinari per i pazienti che dovevano confermare per la prima volta una diagnosi ancora incerta, sempre mantenendo un solo paziente per stanza.

Il Centro di Cefalù non ha mai interrotto la sua attività di ricerca farmacologica per la SM: sono attualmente in corso di avvio ben 4 nuovi studi per verificare l’efficacia di farmaci per le forme avanzate di SM (studio O’HAND) e di nuovi farmaci, anche appartenenti a nuove categorie farmacologiche, come il dapirolizumab endovenoso, l’evobrutinib e un nuovo inibitore della S1P4 in associazione con l’ocrelizumab.

*Responsabile unità operativa di Neurologia e Centro regionale Sclerosi Multipla di Cefalù

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Il personale della Fondazione Giglio di Cefalù e tutti i pazienti che dovranno essere ricoverati saranno sottoposti al tampone per individuare eventuali positivi al Coronavirus.

Lo ha deciso il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano, “per rafforzare e mettere ancor di più in sicurezza l’ospedale prevenendo eventuali contagi”.

Da circa un mese Fondazione Giglio aveva già contingentato gli ingressi vietandoli ai familiari dei pazienti ricoverati e consentendo l’accesso solo dopo la misurazione della temperatura e l’igienizzazione delle mani.

“Ci siamo dotati – ha aggiunto il presidente Albano – di tutte le tecnologie necessarie per allestire un laboratorio di biologia molecolare”.

A coordinare le attività del neo laboratorio è il biologo molecolare Maria Andriolo.

In questa prima fase si occuperà di eseguire lo screening di operatori e pazienti.

Tra le apparecchiature, di ultima generazione, di cui è stato dotato il laboratorio ci sono un estrattore automatico e termociclatore.

Il laboratorio molecolare potrà sviluppare 100 tamponi al giorno nell’arco di sei ore.

Aggiornamento

 Il laboratorio di biologia molecolare utilizzerà anche strumentazione dell'IBFM-CNR che ha sede all'interno di Fondazione Giglio.

34 vl/com 2020

Pubblicato in Comunicati stampa

“Esprimo profondo rammarico per la mancata opportunità di confronto che mi è stata negata, per la seconda volta, di intervenire in audizione al Consiglio Comunale di Cefalù”. Lo afferma il presidente della Fondazione Giglio di Cefalù, Giovanni Albano.

“Ho formalmente rinnovato – ha detto Albano - la mia disponibilità a confrontarmi e a chiarire, nell’assise più rappresentativa della città di Cefalù, quanto la Fondazione abbia fatto e stia facendo per prevenire e contenere la diffusione del Coronavirus.

Il confronto – ha concluso Albano - avrebbe sicuramente contribuito a dissipare le comprensibili preoccupazioni dei cittadini e a dare sostegno a quanti, ogni giorno, sono in prima linea in questa emergenza per assistere i pazienti”.

30 vl/com 2020

Pubblicato in Comunicati stampa

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, è stato nel pomeriggio alla Fondazione Giglio di Cefalù dove ha incontrato la “task force Covid” e ha illustrato il piano operativo della Regione Siciliana per l’emergenza Coronavirus e in particolare il ruolo che assumerà l’ospedale Giglio ed il suo personale.

“Tutti stanno facendo la propria parte in questa emergenza, ha detto l'assessore Razza. Nella fattispecie i professionisti del Giglio, già formati per gestire l'epidemia, sono pronti da subito a fare rete entrando in azione presso altre strutture siciliane. Il Giglio, inoltre, è nelle condizioni di gestire 40 posti letto che potranno essere attrezzati anche in altre strutture sanitarie sia pubbliche che private".

L’assessore Razza è stato accolto dal presidente della Fondazione Giglio Giovanni Albano, dal direttore amministrativo Gianluca Galati e dal direttore sanitario, Salvatore Vizzi. All’incontro ha preso parte il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina e l’assessore regionale Toto Cordaro.

Il presidente Albano ha voluto sottolineare e ringraziare “l’assessore per l’attenzione verso la Fondazione Giglio”.

28 vl/com 2020

Pubblicato in Comunicati stampa

Il presidente della Fondazione Giglio di Cefalù, Giovanni Albano, in una nota indirizzata al presidente del Consiglio Comunale e al sindaco di Cefalù ha chiesto di essere ascoltato nell’assise cittadina sull’eventuale attivazione, in una fase emergenziale, di un reparto Covid in ospedale.

“Ritengo questa – ha detto il presidente Albano – la sede più opportuna e di confronto per dare massima trasparenza alle azioni messe in campo da Fondazione Giglio per rispondere, all’interno di una rete regionale, alla richiesta di intervento in caso di picco della pandemia in Sicilia”.

27 vl/com 2020

Pubblicato in Comunicati stampa
Lunedì, 30 Marzo 2020 17:32

Coronavirus: 12 buoni ragioni da seguire

Leggi il documento allegato per conoscere le 12 buone ragioni per seguire le indicazioni governative.

Pubblicato in Attività

 “L’individuazione di un'area Covid presso l’ospedale di Cefalù risponde ad una ragionata programmazione assessoriale, ed è immediatamente comprensibile come tale scelta assicuri al territorio cefaludese e madonita una pronta ed efficace risposta all'emergenza in corso, tale da confermare, ancora una volta, la specifica attenzione verso le problematiche sanitarie del comprensorio”. Lo afferma il presidente della Fondazione Giglio di Cefalù, Giovanni Albano, rispondendo a quanti a livello istituzionale locale e sociale, hanno manifestato perplessità e riserve in ordine alla opportunità di accogliere pazienti Covid all’ospedale Giglio.

“Da più parti – prosegue Albano - è stata avanzata, senza alcun fondamento, l'ipotesi che una siffatta scelta assistenziale ed organizzativa possa essere correlata alla volontà di reperire aggiuntive risorse economiche: nulla di più sbagliato e di più ingiusto, anche in considerazione del fatto che l'ente si troverà verosimilmente ad affrontare oneri aggiuntivi per la gestione dell'emergenza epidemiologica da Coronavirus.

Prevalgono piuttosto – sottolinea il presidente - il responsabile adeguamento alla pianificazione regionale e il dovere, sanitario ed etico, di rispondere adeguatamente, sul piano assistenziale, alla corrente pandemia, tutelando la salute pubblica.

Tali obiettivi possono essere scientificamente ed operativamente conseguiti, adottando misure organizzative che consentano di assicurare contestualmente il contrasto all'infezione pandemica e la continuità di risposta assistenziale a tutte le altre patologie ordinarie, in particolare di natura emergenziale”.

Il presidente Albano entra anche nel merito delle attività realizzate per mettere in sicurezza il presidio ospedaliero da eventuali contagi.

“La Fondazione – rileva - ha provveduto ad isolare, rispetto ai percorsi ordinari, l'accettazione, la mobilità interna, la degenza, la gestione e il trattamento degli eventuali pazienti covid. E’ da escludersi qualsiasi possibile contatto diretto o di sovrapposizione tra i percorsi pazienti Covid e “no covid”.

La Fondazione – tiene ancora a sottolineare il manager - si pone ancora una volta a disposizione del proprio territorio, garantendo sicurezza sanitaria e capacità di risposta anche alla nuova emergenza, nel rispetto della pianificazione regionale e a tutela della salute della popolazione che resta il prioritario obiettivo della propria azione, così come di quella delle istituzioni locali alle quali si chiede oggettiva considerazione dei fatti e condivisa assunzione di comuni responsabilità nei confronti delle Comunità amministrate.

Infine – precisa il presidente – la Fondazione Giglio attiverà il reparto Covid, come stabilito dal cronoprogramma regionale, nel caso in cui si dovesse raggiungere il picco di positivi al virus previsto, al momento, nella seconda metà di aprile”.

26 vl/com 2020

Pubblicato in Comunicati stampa
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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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Fondazione Istituto
G. Giglio di Cefalù

Contrada Pietrapollastra - Pisciotto
90015 Cefalù (PA)
Tel: +39 0921 920 111
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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