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venerdì 16 aprile, 2021
Mercoledì, 24 Marzo 2021 12:22

Insediato il CTS, Dieli presidente

Si è insediato alla Fondazione Giglio di Cefalù il Comitato tecnico scientifico con la nuova presidenza dall’ordinario di immunologia dell’Università di Palermo e direttore di Cladibior (laboratorio di diagnostica avanzato), Francesco Dieli, e con componenti Giuseppe Ferrara, medico pneumologo di lunga esperienza, e Giacinto Beninati già dirigente dell’assessorato alla salute.

Per Ferrara e Beninati si tratta di un rinnovo nel Cts, mentre, Dieli subentra al professore Massimo Midiri che ha lasciato l’incarico per la corsa a rettore dell’Università di Palermo.

A Midiri sono andati i ringraziamenti della Fondazione Giglio, attraverso l’intervento del direttore amministrativo Gianluca Galati, che ha portato il saluto anche del presidente Giovanni Albano, “Ringrazio – ha detto Galati - il professore Midiri per il suo apporto umano e professionale concretizzatosi con l’avvio di diversi progetti di ricerca”.

“L’arrivo del professore Dieli – ha rilevato Midiri – è un passaggio di continuità che consentirà di favorire gli scambi scientifici e culturali con il mondo universitario”.

Dieli, assumendo la presidenza del CTS del Giglio, ha anticipato che lascerà la direzione del dipartimento diagnostica di laboratorio dell’Università di Palermo per “concentrarsi su questo nuovo impegno”. “A me piace – ha detto – lavorare in prima persona nella ricerca. Il mio sogno è partecipare alla realizzazione di un Ircss ed, oggi, essere coinvolto in questo progetto, è una sfida che voluto cogliere”.

Alla presentazione del nuovo comitato, presenti tra gli altri, il direttore sanitario Salvatore Vizzi, e i componenti del Consiglio di amministrazione Salvatore Curcio e Domenico Porretta.

Il comitato tecnico scientifico, designato dal Cda, ha funzioni consultive e di supporto tecnico-scientifico all’attività di ricerca svolta direttamente dalla Fondazione o funzioni di monitoraggio e coordinamento dell’attività scientifica svolta in collaborazione con terzi istituti.

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Nella foto da sx Salvatore Curcio, Domenico Porretta, Gianluca Galati, Giacinto Beninati, Francesco Dieli, Massimo Midiri e Giuseppe Ferrara.

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La Fondazione Giglio di Cefalù anche quest’anno sarà a fianco dell’Ail per sostenere la ricerca scientifica e i centri ematologi italiani attraverso la vendita delle uova di pasqua e delle colombe.

“Possiamo offrire anche noi il nostro contributo – ha detto il presidente dell’Istituto Giglio, Giovanni Albano, incontrando il vice presidente nazionale dell’Ail, Pino Toro – con l’auspicio di portare all’interno della Fondazione una struttura dell’Ail che possa offrire un servizio di assistenza ematologica ai pazienti del territorio”.

A partire da domani e sino a Pasqua sarà allestito, nella sala di ingresso della struttura sanitaria, un corner dove gli utenti potranno acquistare le uova dell’Ail.
Cefalù – ha affermato Toro – deve avere un ruolo nell’assistenza ematologica con un suo servizio e uno spazio con cui far partire l’assistenza domiciliare ai pazienti.

Presenti all’incontro il direttore sanitario Salvatore Vizzi e la responsabile del servizio infermieristico Stefania Vara.

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Nella foto Salvatore Vizzi, Pino Toro, Daniela Salvaggio, Giovanni Albano, Elisabetta Cucco e Stefania Vara

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E’ stato sottoscritto un accordo quadro tra la Fondazione Giglio di Cefalù, l’Ismett di Palermo e UPMC, il partner americano dell’Istituto Mediterraneo, per sviluppare percorsi di cura e diagnostico-terapeutici virtuosi per “ottimizzare l’efficacia delle prestazioni rese da entrambi”. Il campo di collaborazione riguarderà le patologie oncologiche addominali e toraciche.

La prima iniziativa ad essere avviata è un percorso formativo con il trasferimento di Know how dall’Ismett al Giglio sulla metodica di endoscopia denominata ecoendoscopia. Responsabile del programma è il dottor Mario Traina che dirige l’Unità di endoscopia e gastroenterologia dell’Ismett unitamente al dottor Dario Raimondo, responsabile dell'unità operativa di endoscopia e gastroenterologia del Giglio.

“Una tecnica – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – che mancava nella nostra offerta sanitaria e che grazie alla collaborazione e sinergia che si svilupperà con Ismett potremo offrire ai nostri pazienti. Un obiettivo importante – ha aggiunto Albano - per un ospedale a vocazione oncologica ed una sfida che ci siamo posti avviando significativi investimenti in nuove tecnologie”.

Ad illustrare le tappe formative sono stati, durante la presentazione l'endoscopista Dario Raimondo (“un percorso a tappe: dall’osservazione, alle procedure in affiancamento sino al trattamento come primo operatore e in autonomia dei pazienti”) e Ilaria Tarantino, ecoendoscopista di Ismett e referente del progetto. Presenti, all’incontro di avvio del percorso formativo, il direttore sanitario Salvatore Vizzi e il direttore amministrativo Gianluca Galati.

L’ecoendoscopia è una tecnica che tiene insieme due metodiche: l’endoscopia tradizionale e l’ecografia ad alta risoluzione sia della parte del lume gastroenterico e sia di tutte le strutture e organi adiacenti al tubo digerente.

“Non solo – ha spiegato Ilaria Tarantino – questa metodica ci consente lo studio delle pareti gastroenteriche, così come siamo abituati con l’ecografia tradizionale, ma anche di studiare tutte le patologie correlate a lesioni che si possono evidenziale adiacenti al lume gastrointestinale: mediastino, addome e pelvi”.

E’, inoltre, una metodica che ha doppia valenza sia diagnostica che terapeutica. “Nell’ultimo decennio – ha aggiunto Tarantino - si è ampliato quest’ultimo interesse che si estrinseca in più interventi che vanno dal trattamento delle raccolte pari-pancreatiche, ai drenaggi biliari per via ecoendoscopica nei pazienti in cui non è possibile eseguire la procedura Ercp, ai drenaggi con colecistiti acute sino a vere e proprie anastomosi gastroenteriche che erano, sino a pochissimo tempo fa, di appannaggio chirurgico”.

La prima procedura ecoendoscopica sarà effettuata mercoledì prossimo, al Giglio di Cefalù, con il supporto della dottoressa Tarantino di Ismett.

11 VL/com 2021

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Sono arrivate, alle 15.45, scortate dai Carabinieri, 70 confezioni di vaccino Pfizer-BioNTech per dare avvio alla campagna di vaccinazione di tutto il personale della Fondazione Giglio di Cefalù.

Da oggi, sino al 4 gennaio, saranno vaccinate 420 unità. Si parte dal pronto soccorso e dalla terapia intensiva per proseguire con gli altri reparti con una media giornaliera da 60 a 90 vaccini inoculati.

“Contiamo – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – di completare la vaccinazione di tutto il personale entro i primi 15 giorni di gennaio”.

Nel piano di vaccinazione, definito dalla Fondazione Giglio, è prevista la somministrazione del vaccino anche per i dipendenti dei servizi in outsourcing quali: bar, mensa e pulizie. Questo personale è stimato in 110 unità.

“Obiettivo – ha sottolineato il presidente – è mettere in sicurezza l’intero l’ospedale”.

Il coordinamento del programma di vaccini è curato dal direttore sanitario Salvatore Vizzi con la responsabile del laboratorio di biologia molecolare, Maria Andriolo, la responsabile del servizio infermieristico, Stefania Vara, e il medico competente Valeria Enia.

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“Oggi è l’inizio della fine di un incubo. Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che il vaccino è efficace e sicuro e tutti dobbiamo vaccinarci per riacquisire la nostra serenità e quotidianità”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Istituto Giglio di Cefalù e medico radiologo, Giovanni Albano, al #vaxday di Palermo.

“Cogliamo - ha aggiunto Albano - anche un messaggio importante da questa giornata su come gli investimenti in tecnologia e innovazione siano strategici per far crescere un paese”.

Presenti al VDay anche il direttore sanitario, Salvatore Vizzi, e il direttore amministrativo, Gianluca Galati.

“Ci tengo - ha rilevato Galati - a lanciare un messaggio: bisogna avere fiducia nella scienza, adesso a maggior ragione. Invito - ha aggiunto - anche i più giovani, che lavorano nel mondo della sanità, a fare il vaccino come abbiamo fatto noi, oggi”.

80 vl com/2020

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Riparte domani l’attività sanitaria della Fondazione Giglio sospesa la scorsa settimana dopo un infermiere positivo al Covid-19.

Lo ha reso noto la direzione strategica della Fondazione Giglio di Cefalù al termine di una intensa attività di screening su tutto il personale e sui pazienti grazie al quale sono stati individuati e isolati i contatti positivi.

Riprendiamo, in sicurezza – ha sottolineato la direzione strategica – l’attività di ricovero e ambulatoriale, prolungandola anche nel week end con possibile apertura delle sale operatorie la domenica.

“Rafforziamo il nostro impegno – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – per dare una risposta di salute sempre maggiore anche in considerazione dell’onere sul fronte Covid-19 a cui sono stati chiamati gli ospedali dell’area metropolitana”.

In questi ultimi giorni sono stati effettuati circa 1200 tamponi molecolari e circa 600 tamponi rapidi che hanno consentito di individuare 15 operatori sanitari positivi al covid-19 e sette pazienti. Tutti afferenti o riconducibili all’area di riabilitazione dove prestava servizio il primo operatore positivo.

I sanitari (6 infermieri, 6 oss e 2 fisioterapisti), asintomatici o paucisintomatici, sono stati posti in quarantena al proprio domicilio, mentre, i pazienti sono stati trasferiti in strutture dedicate al Covid.

“Il tempestivo ed efficace intervento posto in essere – ha concluso Albano - grazie anche all’operatività h. 24 dell’unità di crisi, coordinata dal direttore sanitario Salvatore Vizzi, e alla direzione amministrativa, guidata da Gianluca Galati, che ringrazio, ci ha consentito di ripartire nuovamente in sicurezza”.

Tutti i tamponi sono stati refertati dal laboratorio di biologia molecolare della Fondazione Giglio, attivato ad aprile, diretto dalla biologa molecolare, Maria Andriolo, che si avvale del biotecnologo Maria Enza D’Ippolito.

71 com/2020

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IN OSPEDALE GIUNTI IN TRENTANOVE. I PAZIENTI ANCORA RICOVERATI SONO IN MIGLIORAMENTO

Un mazzo di rose e un messaggio con poche ma sentite parole “grazie per l’affetto mostrato, da parte dei ragazzi del botulino”. Lo scrivono i pazienti, ancora ricoverati, nel reparto di medicina della Fondazione Giglio di Cefalù dopo aver consumato lo stesso pasto nella loro mensa aziendale.

Sono rimasti in sedici sui trentanove accettati o transitati dal pronto soccorso dell’ospedale Giglio.

“Sono tutti in progressivo miglioramento – ha detto il responsabile dell’unità operativa di medicina interna Maurizio Renda – con graduale recupero del deficit neurologico derivato dagli effetti della tossina botulinica sul sistema nervoso. Domani ne dimettiamo cinque. Resteranno in osservazione al domicilio – ha aggiunto – e verranno rivalutati periodicamente per seguire l’evoluzione prognostica della patologia”.

“Analogo follow up telefonico – ha sottolineato il responsabile del pronto soccorso Emanuele Sesti – sarà effettuato dal Centro Antiveleni di Pavia con cui ci siamo coordinati per la somministrazione dell’antidoto e la terapia”. L’antidoto è stato messo a disposizione dalle Scorte Nazionali del Ministero della Salute.

Sono stati trasferiti in reparto, invece, due dei quattro pazienti, inviati alla terapia intensiva dell’ospedale Cimino di Termini Imerese. I due pazienti rimasti in tipo sarebbero comunque estubati.

“E’ stata una dura prova – ha detto il presidente della Fondazione Giglio Giovanni Albano – accogliere e dare una risposta sanitaria, quasi in contemporanea, a 39 pazienti arrivati nell’area di emergenza. Mi sento di ringraziare tutti i nostri operatori per la straordinaria abnegazione e passione che quotidianamente ripongono nel loro lavoro”. Analogo apprezzamento è stato espresso dal direttore sanitario Salvatore Vizzi.

I primi referti, giunti dall’Istituto Sanitario di Sanità a cui sono stati inviati i campioni prelevati sui pazienti in pronto soccorso, hanno confermato la diagnosi di avvelenamento da botulino.

70 com/2020

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Ad oggi sono 37 i pazienti accettati al pronto soccorso di Cefalù

L’Istituto Superiore di Sanità ha confermato la presenza di Clostridium batterio produttore della tossina botulinica su un campione prelevato da uno dei trentasette pazienti giunti al pronto soccorso della Fondazione Giglio di Cefalù con sintomi neurologici.

“E’ una conferma della prima diagnosi, dei nostri sanitari - ha detto il direttore sanitario Salvatore Vizzi - ora attendiamo l’esito sugli altri campioni già inviati all’Istituto Superiore di Sanità”.

Tutti i pazienti giunti al Giglio, sin dallo scorso mercoledì, a cui se ne sono aggiunti due quest’oggi facendo lievitare il bilancio a 37, hanno consumato lo stesso pasto e si sono presentati per lo più con la stessa sintomatologia.

“Ad aggi i pazienti dimessi – ha aggiunto il responsabile del pronto soccorso Emanuele Sesti – sono 14. Il resto dei pazienti, ricoverato in area medica (11 medicina, 2 neurologia, 3 pronto soccorso), è stabile e non presenta particolari criticità ma viene mantenuto un costante monitoraggio per eventuali evoluzioni della patologia”. Dei tre pazienti in terapia intensiva al Giglio, uno è stato trasferito in medicina. Quattro pazienti erano stati, invece, trasferiti nei giorni scorsi in terapia intensiva a Termini Imerese.

Un paziente, infine, mandato in osservazione domiciliare e follow up telefonico con il Cav di Pavia, negli scorsi giorni è rientrato al Civico di Palermo.

Una fiala di antidoto, messa a disposizione dalla “Scorta Nazionale Antidoti” del Ministero della Salute, è stata somministrata quest’oggi, in raccordo con il Centro Antiveleni di Pavia, ad uno dei due pazienti giunto in pronto soccorso con sintomi più marcati.

68 com/2020

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Migliorano le condizioni di sei pazienti sui sette ricoverati nelle terapie intensive della Fondazione Giglio di Cefalù e dell’ospedale Cimino di Termini Imerese per sospetto avvelenamento da botulino. In sei hanno ripreso il respiro spontaneo. Due erano stati intubati. Adesso sono in “fase di svezzamento” e se tutto volverà per il meglio dovrebbero essere trasferiti in reparto. Restano, invece, ancora critiche le condizioni di uno dei sette pazienti ricoverati in terapia intensiva.
Dei setti, tre si trovano al Giglio di Cefalù e quattro sono stati trasferiti, in questi giorni, all’ospedale Cimino di Termini Imerese.

Da mercoledì scorso al Pronto Soccorso del Giglio di Cefalù sono transitati 35 pazienti che avrebbero consumato lo stesso pasto e rappresentato, all’arrivo in ospedale, per lo più sintomi neurologici.

Dodici, di questi pazienti, sono stati dimessi e inviati al domicilio in osservazione. Vengono seguiti in follow up telefonico dal Centro Antiveleni di Pavia.
Nove, invece, sono stati ricoverati in medicina, due in neurologia e quattro sono in osservazione al pronto soccorso. Uno dei pazienti, inviati a domicilio, è rientrato al Civico di Palermo.

“Tutti, al momento - dice il responsabile del pronto soccorso, Emanuele Sesti - sono stabili anche se questa è una patologia in evoluzione per cui restano sotto stretta osservazione e monitoraggio”.

A diversi pazienti, su indicazione del Cav di Pavia, è stato somministrato, dai sanitari del Giglio, l’antidoto messo a disposizione dalla “Scorta Nazionale Antidoti” del Ministero della Salute.

“Stiamo predisponendo - ha anticipato il direttore sanitario, Salvatore Vizzi - un percorso riabilitativo per quei pazienti che nel post “trauma” presenteranno disturbi neurologici”.

In mattinata sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità ulteriori 30 campioni prelevati dai pazienti giunti al Giglio per la ricerca della tossina, causa del ricovero, e la conferma della diagnosi.

67 com/2020

 

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CEFALU’ 3 OTTOBRE 2020 - Sono trentatré, ad oggi, i pazienti accettati al Pronto Soccorso della Fondazione Giglio di Cefalù per sospetta intossicazione da botulino. Avrebbero consumato lo stesso pasto nella stessa mensa aziendale.

Per sette, due in più di ieri, è stato necessario il trasferimento in terapia intensiva. Quattro sono stati presi in carico dalla terapia intensiva del “Cimino” di Termini Imerese e tre dal Giglio di Cefalù.

“I due pazienti trasferiti, nella notte, in tipo - spiega il direttore sanitario, Salvatore Vizzi - sono in una fase evolutiva della patologia con disturbi delle vie respiratorie alte, per cui abbiamo deciso di tenerli sotto stretto monitoraggio degli anestesisti. Stiamo anche valutando l’evoluzione dei sintomi in altri due pazienti”.

Al momento i pazienti, presi i cura da tre ospedali siciliani sono 24, di cui 19 al Giglio suddivisi tra: 3 in terapia intensiva, 5 in medicina, 2 in neurologia e 9 in pronto soccorso. Quattro sono in Tipo a Termini Imerese e uno, precedentemente dimesso dal Giglio, è rientrato al Civico di Palermo .

All’atto della dimissione i pazienti continuano ad essere seguiti in follow up telefonico dal Centro Antiveleni di Pavia con cui i sanitari del Giglio sono in stretto contatto sin da mercoledì definendo con lo stesso CAV la terapia e l’antidoto da somministrare.

66 vl/com 2020

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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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Fondazione Istituto
G. Giglio di Cefalù

Contrada Pietrapollastra - Pisciotto
90015 Cefalù (PA)
Tel: +39 0921 920 111
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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