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martedì 20 ottobre, 2020

Riparte domani l’attività sanitaria della Fondazione Giglio sospesa la scorsa settimana dopo un infermiere positivo al Covid-19.

Lo ha reso noto la direzione strategica della Fondazione Giglio di Cefalù al termine di una intensa attività di screening su tutto il personale e sui pazienti grazie al quale sono stati individuati e isolati i contatti positivi.

Riprendiamo, in sicurezza – ha sottolineato la direzione strategica – l’attività di ricovero e ambulatoriale, prolungandola anche nel week end con possibile apertura delle sale operatorie la domenica.

“Rafforziamo il nostro impegno – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – per dare una risposta di salute sempre maggiore anche in considerazione dell’onere sul fronte Covid-19 a cui sono stati chiamati gli ospedali dell’area metropolitana”.

In questi ultimi giorni sono stati effettuati circa 1200 tamponi molecolari e circa 600 tamponi rapidi che hanno consentito di individuare 15 operatori sanitari positivi al covid-19 e sette pazienti. Tutti afferenti o riconducibili all’area di riabilitazione dove prestava servizio il primo operatore positivo.

I sanitari (6 infermieri, 6 oss e 2 fisioterapisti), asintomatici o paucisintomatici, sono stati posti in quarantena al proprio domicilio, mentre, i pazienti sono stati trasferiti in strutture dedicate al Covid.

“Il tempestivo ed efficace intervento posto in essere – ha concluso Albano - grazie anche all’operatività h. 24 dell’unità di crisi, coordinata dal direttore sanitario Salvatore Vizzi, e alla direzione amministrativa, guidata da Gianluca Galati, che ringrazio, ci ha consentito di ripartire nuovamente in sicurezza”.

Tutti i tamponi sono stati refertati dal laboratorio di biologia molecolare della Fondazione Giglio, attivato ad aprile, diretto dalla biologa molecolare, Maria Andriolo, che si avvale del biotecnologo Maria Enza D’Ippolito.

71 com/2020

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IN OSPEDALE GIUNTI IN TRENTANOVE. I PAZIENTI ANCORA RICOVERATI SONO IN MIGLIORAMENTO

Un mazzo di rose e un messaggio con poche ma sentite parole “grazie per l’affetto mostrato, da parte dei ragazzi del botulino”. Lo scrivono i pazienti, ancora ricoverati, nel reparto di medicina della Fondazione Giglio di Cefalù dopo aver consumato lo stesso pasto nella loro mensa aziendale.

Sono rimasti in sedici sui trentanove accettati o transitati dal pronto soccorso dell’ospedale Giglio.

“Sono tutti in progressivo miglioramento – ha detto il responsabile dell’unità operativa di medicina interna Maurizio Renda – con graduale recupero del deficit neurologico derivato dagli effetti della tossina botulinica sul sistema nervoso. Domani ne dimettiamo cinque. Resteranno in osservazione al domicilio – ha aggiunto – e verranno rivalutati periodicamente per seguire l’evoluzione prognostica della patologia”.

“Analogo follow up telefonico – ha sottolineato il responsabile del pronto soccorso Emanuele Sesti – sarà effettuato dal Centro Antiveleni di Pavia con cui ci siamo coordinati per la somministrazione dell’antidoto e la terapia”. L’antidoto è stato messo a disposizione dalle Scorte Nazionali del Ministero della Salute.

Sono stati trasferiti in reparto, invece, due dei quattro pazienti, inviati alla terapia intensiva dell’ospedale Cimino di Termini Imerese. I due pazienti rimasti in tipo sarebbero comunque estubati.

“E’ stata una dura prova – ha detto il presidente della Fondazione Giglio Giovanni Albano – accogliere e dare una risposta sanitaria, quasi in contemporanea, a 39 pazienti arrivati nell’area di emergenza. Mi sento di ringraziare tutti i nostri operatori per la straordinaria abnegazione e passione che quotidianamente ripongono nel loro lavoro”. Analogo apprezzamento è stato espresso dal direttore sanitario Salvatore Vizzi.

I primi referti, giunti dall’Istituto Sanitario di Sanità a cui sono stati inviati i campioni prelevati sui pazienti in pronto soccorso, hanno confermato la diagnosi di avvelenamento da botulino.

70 com/2020

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Ad oggi sono 37 i pazienti accettati al pronto soccorso di Cefalù

L’Istituto Superiore di Sanità ha confermato la presenza di Clostridium batterio produttore della tossina botulinica su un campione prelevato da uno dei trentasette pazienti giunti al pronto soccorso della Fondazione Giglio di Cefalù con sintomi neurologici.

“E’ una conferma della prima diagnosi, dei nostri sanitari - ha detto il direttore sanitario Salvatore Vizzi - ora attendiamo l’esito sugli altri campioni già inviati all’Istituto Superiore di Sanità”.

Tutti i pazienti giunti al Giglio, sin dallo scorso mercoledì, a cui se ne sono aggiunti due quest’oggi facendo lievitare il bilancio a 37, hanno consumato lo stesso pasto e si sono presentati per lo più con la stessa sintomatologia.

“Ad aggi i pazienti dimessi – ha aggiunto il responsabile del pronto soccorso Emanuele Sesti – sono 14. Il resto dei pazienti, ricoverato in area medica (11 medicina, 2 neurologia, 3 pronto soccorso), è stabile e non presenta particolari criticità ma viene mantenuto un costante monitoraggio per eventuali evoluzioni della patologia”. Dei tre pazienti in terapia intensiva al Giglio, uno è stato trasferito in medicina. Quattro pazienti erano stati, invece, trasferiti nei giorni scorsi in terapia intensiva a Termini Imerese.

Un paziente, infine, mandato in osservazione domiciliare e follow up telefonico con il Cav di Pavia, negli scorsi giorni è rientrato al Civico di Palermo.

Una fiala di antidoto, messa a disposizione dalla “Scorta Nazionale Antidoti” del Ministero della Salute, è stata somministrata quest’oggi, in raccordo con il Centro Antiveleni di Pavia, ad uno dei due pazienti giunto in pronto soccorso con sintomi più marcati.

68 com/2020

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Migliorano le condizioni di sei pazienti sui sette ricoverati nelle terapie intensive della Fondazione Giglio di Cefalù e dell’ospedale Cimino di Termini Imerese per sospetto avvelenamento da botulino. In sei hanno ripreso il respiro spontaneo. Due erano stati intubati. Adesso sono in “fase di svezzamento” e se tutto volverà per il meglio dovrebbero essere trasferiti in reparto. Restano, invece, ancora critiche le condizioni di uno dei sette pazienti ricoverati in terapia intensiva.
Dei setti, tre si trovano al Giglio di Cefalù e quattro sono stati trasferiti, in questi giorni, all’ospedale Cimino di Termini Imerese.

Da mercoledì scorso al Pronto Soccorso del Giglio di Cefalù sono transitati 35 pazienti che avrebbero consumato lo stesso pasto e rappresentato, all’arrivo in ospedale, per lo più sintomi neurologici.

Dodici, di questi pazienti, sono stati dimessi e inviati al domicilio in osservazione. Vengono seguiti in follow up telefonico dal Centro Antiveleni di Pavia.
Nove, invece, sono stati ricoverati in medicina, due in neurologia e quattro sono in osservazione al pronto soccorso. Uno dei pazienti, inviati a domicilio, è rientrato al Civico di Palermo.

“Tutti, al momento - dice il responsabile del pronto soccorso, Emanuele Sesti - sono stabili anche se questa è una patologia in evoluzione per cui restano sotto stretta osservazione e monitoraggio”.

A diversi pazienti, su indicazione del Cav di Pavia, è stato somministrato, dai sanitari del Giglio, l’antidoto messo a disposizione dalla “Scorta Nazionale Antidoti” del Ministero della Salute.

“Stiamo predisponendo - ha anticipato il direttore sanitario, Salvatore Vizzi - un percorso riabilitativo per quei pazienti che nel post “trauma” presenteranno disturbi neurologici”.

In mattinata sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità ulteriori 30 campioni prelevati dai pazienti giunti al Giglio per la ricerca della tossina, causa del ricovero, e la conferma della diagnosi.

67 com/2020

 

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CEFALU’ 3 OTTOBRE 2020 - Sono trentatré, ad oggi, i pazienti accettati al Pronto Soccorso della Fondazione Giglio di Cefalù per sospetta intossicazione da botulino. Avrebbero consumato lo stesso pasto nella stessa mensa aziendale.

Per sette, due in più di ieri, è stato necessario il trasferimento in terapia intensiva. Quattro sono stati presi in carico dalla terapia intensiva del “Cimino” di Termini Imerese e tre dal Giglio di Cefalù.

“I due pazienti trasferiti, nella notte, in tipo - spiega il direttore sanitario, Salvatore Vizzi - sono in una fase evolutiva della patologia con disturbi delle vie respiratorie alte, per cui abbiamo deciso di tenerli sotto stretto monitoraggio degli anestesisti. Stiamo anche valutando l’evoluzione dei sintomi in altri due pazienti”.

Al momento i pazienti, presi i cura da tre ospedali siciliani sono 24, di cui 19 al Giglio suddivisi tra: 3 in terapia intensiva, 5 in medicina, 2 in neurologia e 9 in pronto soccorso. Quattro sono in Tipo a Termini Imerese e uno, precedentemente dimesso dal Giglio, è rientrato al Civico di Palermo .

All’atto della dimissione i pazienti continuano ad essere seguiti in follow up telefonico dal Centro Antiveleni di Pavia con cui i sanitari del Giglio sono in stretto contatto sin da mercoledì definendo con lo stesso CAV la terapia e l’antidoto da somministrare.

66 vl/com 2020

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In meno di 36 ore 23 pazienti si sono presentati al pronto soccorso della Fondazione Giglio di Cefalù con sintomi neurologici. La prima diagnosi dei sanitari del Giglio è di sospetto avvelenamento da botulino. Diagnosi che dovrà essere confermata dall’Istituto Superiore di Sanità di Roma a cui la Fondazione Giglio ha già inviato, ieri pomeriggio, i primi campioni (siero, feci, aspirato gastrico) prelevati dai pazienti giunti in pronto soccorso.

La Fondazione Giglio attraverso il Cav (Centro Antiveleni di Pavia), con cui è costantemente in contatto sin dal primo paziente, ha reperito l’antidoto, presente in un altro ospedale siciliano.

Il numero di pazienti rivoltosi al pronto soccorso è salito di ora in ora facendo registrare questo pomeriggio il 23 esimo accesso in ospedale.

“Stiamo seguendo - ha detto il direttore sanitario Salvatore Vizzi - l’evoluzione epidemiologica essendo importante il numero di soggetti che avrebbero condiviso il pasto in una mensa aziendale. Siamo in stretto contatto - ha aggiunto Vizzi - con il Dasoe dell’Assessorato Regionale alla Sanità”.

Dei 23 pazienti, accettati dal pronto soccorso del Giglio, tre sono stati trasferiti, ieri sera, in terapia intensiva, al “Cimino” di Termini Imerese, 4 sono stati ricoverati in medicina, uno in neurologia e nove sono stati dimessi. Sei, al momento, sono in osservazione nell’area di emergenza dell’ospedale di Cefalù.

“La patologia - ha spiegato il responsabile del pronto soccorso Emanuele Sesti - è evolutiva pertanto i pazienti vengono costantemente monitorati”.

64 vl/com 2020

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IL PRESIDENTE ALBANO: VICINI AL TERRITORIO PER UNA RIPARTENZA IN SICUREZZA

Ripartire ma in sicurezza, andando avanti uniti ma sempre distanti. La Fondazione Giglio di Cefalù, in Sicilia, con un video realizzato dal personale sanitario, lancia un messaggio indicando i comportamenti corretti da mettere in atto nella seconda fase della pandemia Covid-19.

“L’ospedale - dice il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano - vuole essere vicino al territorio e ai suoi cittadini che in questa fase si trovano a vivere una esperienza diversa”.

Sul brano di Benji & Fede “Dimmi dove e quando”, rivisitato con un testo scritto dalla fisioterapista Martina Bonanno e intonato dal responsabile della farmacia Carmelo Di Giorgio, il personale sanitario mostra i comportamenti da seguire: come indossare la mascherina, come igienizzare le mani e le distanze da mantenere.

“Uniti ma distanti riprendiamoci la nostra quotidianità”, dice il direttore sanitario Salvatore Vizzi, seguito, nel filmato, dal direttore amministrativo Gianluca Galati (“piccoli gesti per grandi orizzonti”).

Il video si apre con l’intervento del premier Giuseppe Conte che annuncia “il via libera agli spostamenti all’interno della regione senza nessuna limitazione”. Un discorso atteso per chi è rimasto in casa lontano dagli affetti più cari.

Qui parte la musica con la felicità di un anziano, dopo mesi di lockdown, pronto a rivedere gli amici. In suo supporto, nel territorio, arrivano gli infermieri del Giglio che spiegano, a ritmo di musica, come indossare la mascherina (“copri mento, bocca e naso”) e come tenere le distanze.

Guarda e ascolta il mio consiglio - dicono - per primo lava le mani con acqua e sapone, metti la mascherina che non è una cosa stupida, tieni la distanza e così stai sereno con i tuoi.

In sintesi vengono riproposte le raccomandazioni del Ministero della Salute con immagini riprese sia all’interno che all’esterno dell’ospedale.

Il video è stato realizzato da un gruppo di operatori sanitari e amministrativi della Fondazione: Stefania Vara (responsabile servizio infermieristico), Emanuele Matteini, Martina Bonanno, Emma Martino, Carmelo di Giorgio e Pietro Musotto. Le riprese e il montaggio sono di Frank Falletta.

“Vogliamo ringraziare con questa iniziativa - dicono - tutti gli operatori sanitari impegnati nella pandemia da SARS-CoV-2”.

48 vl/com 2020

Scarica il video su we transfer https://we.tl/t-GfETn7NXUy (disponibile sino all'8 giugno 2020)

Rivedi il video su Youtube https://youtu.be/uJwCEu9gAII

 

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Si è tenuto, questa sera, alla Fondazione Giglio di Cefalù un incontro tra il presidente della Fondazione, Giovanni Albano, e i sindaci del distretto sanitario 33 (Cefalù, Lascari, Isnello, Castelbuono, Pollina, Collesano, San Mauro Castelverde, Gratteri e Campofelice di Roccella), alcuni presenti in Fondazione altri in collegamento skype dai rispettivi comuni.

Il presidente Giovanni Albano ha illustrato le procedure e i percorsi che la Fondazione Giglio ha pianificato e realizzato nel caso in cui dovesse essere attivato un reparto Covid come previsto nel “piano di intervento ospedaliero per l’emergenza Covid19 dell’Assessorato Regionale alla Salute.

Tale piano prevede l’attivazione di una unità Covid a Cefalù, solo in fase tre e dal 20 aprile in caso di picco dell’epidemia e di saturazione dei posti letto nelle altre strutture.

Il presidente Albano, come richiesto ha fornito ai sindaci il piano realizzato. Ha sottolineato che “è stato dato seguito alle indicazioni dell’assessorato regionale alla salute per prepararci ad affrontare questa drammatica emergenza, dotando il Giglio di tecnologie e presidi idonei a dare la migliore risposta in termini di assistenza sanitaria ai nostri pazienti.

Possiamo dire di aver fatto un grande lavoro – ha spiegato il presidente Albano - con un importante sforzo organizzativo partendo dall’insediamento di una unità di crisi, di un responsabile Covid-19 e da un staff tecnico-amministrativo che ha definito procedure e percorsi. L’ospedale è stato messo in sicurezza – ha concluso il presidente - ed è in grado, con proprie risorse, di fronteggiare una situazione di emergenza sia in sede che in supporto ad altre strutture. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

Alla riunione hanno preso parte anche il direttore amministrativo Gianluca Galati e il direttore sanitario Salvatore Vizzi e alcuni componenti dell’unità di crisi “covid-19”.

Nella mattinata si è tenuto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giglio, presieduto dal presidente Albano, con i consiglieri Domenico Porretta e Salvatore Curcio. In Consiglio il presidente Albano ha illustrato il piano per l’emergenza Coronavirus predisposto dall’Istituto.

29 vl/com 2020

 

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La Fondazione Istituto Giglio di Cefalù scende in campo contro le leucemie aderendo alla campagna dell’Ail “Ogni malato di leucemia ha la sua buona stella”.

L’adesione alla raccolta fondi per finanziare la ricerca e sostenere i paziente ematologici è stata condivisa, stamani, nel corso di un incontro tra il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano, e il presidente Ail Palermo-Trapani, Pino Toro. Presente il direttore sanitario del Giglio, Salvatore Vizzi.

Dall’8 al 20 dicembre all’interno della Fondazione Giglio sarà allestito uno stand dove si potranno acquistare stelle di Natale e cioccolattini contribuendo a finanziare la ricerca dell’Ail.

Vogliamo dare il nostro contributo – ha detto il presidente Albano – ad un’iniziativa importante, che si svolge ogni Natale, e lanciare un messaggio nel territorio di solidarietà e di sostegno a chi da sempre è in prima linea per rendere sempre più efficaci le cure contro le leucemie”.

50 vl/com 2019

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La Fondazione Giglio di Cefalù ha avviato gli interventi di innovazione strutturale e tecnologica dell’emodinamica, della terapia intensiva coronarica e dell’elettrofisiologia.

“Un investimento di 1,5 milioni di euro - ha anticipato il presidente della Fondazione Giglio Giovanni Albano - che doterà l’Istituto delle migliori tecnologie presenti sul mercato ampliandone i campi di applicazione e rendendo ancora più performante un servizio salvavita”.

Il cronoprogramma dei lavori prevede una chiusura di 15 giorni del servizio di emodinamica e utic, per cui ha sottolineato il direttore sanitario Salvatore Vizzi “non potrà essere preso in carico nessun paziente affetto da infarto miocardico acuto o patologie che dovessero richiedere uno studio emodinamico”. La direzione sanitaria ha già allertato la Seus 118 e gli ospedali più vicini dotati del servizio di emodinamica.

Proseguirà, invece, regolarmente l’attività del reparto di cardiologia, diretto da Tommaso Cipolla, e del servizio di elettrofisiologia con gli impianti di device come pace-maker, defibrillatori e i relativi controlli.

La ristrutturazione dell’unità prevede, nei 15 giorni di stop, il rifacimento degli impianti, dei servizi e della pavimentazione e l’installazione di due angiografi digitali, di un sistema di monitoraggio per le 4 postazioni di terapia intensiva coronarica, e di un nuovo ecocardiografo. Tutte apparecchiature top di gamma.

Il nuovo agiografo digitale consentirà di eseguire anche procedure di chirurgia vascolare oltre che cardiologiche. La seconda sala di elettrofisiologia permetterà di poter trattare, in contemporanea, un secondo paziente con infarto.

La cardiologia, diretta da Tommaso Cipolla, e l’emodinamica coordinata dal responsabile Mariano Becchina, tratta circa 250 infarti ogni anno di cui 100-120 STEMI su un tutale di 800 procedure diagnostiche e di circa 450 angioplastiche/anno. I ricoveri sono oltre 1200 l’anno di cui i tre quarti provenienti dal Pronto soccorso.

Nell’ultimo report sulla performance del sistema sanitario in Sicilia redatto dal Dasoe, la cardiologia di Cefalù è risultata la prima in Sicilia per tempestività di intervento sia nell’infarto miocardico acuto sia in una forma particolare di infarto detto STEMI (infarto miocardico acuto con soprasdivellamento “ST”) in cui è particolarmente importante l’intervento immediato.

L’elettrofisiologia del Giglio è, infine, coordinata da Gabriele Giannola.

46 vl/com 2019

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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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Fondazione Istituto
G. Giglio di Cefalù

Contrada Pietrapollastra - Pisciotto
90015 Cefalù (PA)
Tel: +39 0921 920 111
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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