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venerdì 22 marzo, 2019
Fondazione Istituto G.Giglio di Cefalù - Articoli filtrati per data: Ottobre 2016

A tutto il personale del reparto di Chirurgia Generale e Oncologica dell’Ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù.
In un momento storico in cui troppo spesso si sente parlare di malasanità in Italia, ancora una volta da voi, in occasione del periodo di ricovero di un familiare a me molto caro , ho potuto constatare l’elevato livello di competenze professionali del reparto di Chirurgia Generale diretto dal Dr. Marchesa.
Un intervento oncologico è qualcosa di terribile da vivere per il paziente e per i suoi familiari, si ricerca il meglio dal primario che deve operare, si ricerca l’eccellenza, si spera, si crede, ci si affida….
Tutti voi, dal vostro grande Primario Dr. Marchesa, ai medici del reparto, alla caposala, agli infermieri e operatori sanitari, oltre ad essere un team di persone esperte e competenti professionalmente, siete anche donne e uomini che vivono il loro mestiere con un grande cuore, siete quelli che non negate mai un sorriso , una parola affettuosa, una carezza, una pacca fraterna sulla spalla. Il vostro miglior risultato è che riuscite a trasmettere quel calore umano che rassicura il paziente e soprattutto i familiari e li rende coraggiosi e fiduciosi…
Ancora una volta: Bravi!!! Ancora una volta, grazie!!!
Un ‘assistenza medica d’eccellenza, ma anche psicologica e morale. Siete straordinari.
Le capacità professionali da sole non bastano , quello che vi rende unici è che da voi, alla normalità di una squadra di elevata professionalità, si aggiunge la volontà di prediligere il cuore nel dare speranza e aiuto.
Voglio esprimervi la mia gratitudine e quella della mia famiglia, per averci preso per mano ed accompagnato in questi giorni difficili.
Come cittadina del Sud, ed in particolare della Sicilia, sarebbe per me motivo di immenso orgoglio se il vostro reparto e tutto l’Ospedale Giglio di Cefalù fosse valorizzato dalle Istituzioni come Centro di Eccellenza a livello nazionale, in quanto costituito da personale altamente qualificato, che tra le infinite difficoltà socio-economiche di oggi, continua a credere con fermezza nella propria difficile missione, dando anche sostegno psicologico e morale a chi come me, in un attimo, vede la propria vita sfuggirgli di mano.
Con stima un abbraccio a tutti voi.
Marina Fontana Cona
Cefalù 19 Ottobre 2016

 

La lettera è stata inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute e all'Assessore Regionale alla Salute della Regione Siciliana.

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Da inserto Sole 24 Ore di lunedì 26 settembre 2016

Sanità e Terza Età

Pubblichiamo un articolo sull'associazione Italiana Operatori Sanitari addetti alla Sterilizzazione che annovera nel consiglio direttivo l'infermiere coordinatore della Fondazione Giglio Sergio Emmanuele.

AIOS / L’Associazione Italiana Operatori Sanitaria Addetti alla Sterilizzazione si occupa da 30 anni di formazione e aggiornamento.

OPERATORI RESPONSABILI E CONSAPEVOLI

Il processo di sterilizzazione legato all’assistenza coinvolge numerosi attori a diversi livelli di responsabilità

La sterilizzazione rappresenta uno dei punti cardini della prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza ed è tema in continua evoluzione tecnologica e normativa.
Da 30 anni AIOS, Associazione Italiana Operatori Sanitaria Addetti alla Sterilizzazione, promuove la rappresentazione e la valorizzazione della professione degli addetti alla sterilizzazione, nonché l’aggiornamento culturale e la formazione professionale; si prefigge il ruolo di garante della solidità delle basi scientifiche della qualità pedagogiche e dell’efficacia degli eventi formativi proposti. L’obbiettivo primario della formazione è approfondire le conoscenze e le abilità tecniche, cognitive e comportamentali degli operatori e accrescere motivazione, autonomia professionale, responsabilità e consapevolezza dei ruoli, riducendo così il rischio di errore e incrementando la qualità finale del prodotto trattato, la sicurezza del paziente, la tutela dei lavoratori, la qualità e il controllo del processo di sterilizzazione.
Le fasi di ricondizionamento dei dispositivi medici risterilizzabili presuppongono un attendo monitoraggio e una sistematica rintracciabilità di tutte le fasi di produzione del materiale sterile, dalla raccolta, alla decontaminazione, al lavaggio, all’asciugatura, al confezionamento, al trattamento di sterilizzazione, alla conservazione, sino all’utilizzo sicuro del dispositivo medico sul paziente.
La rapida innovazione del campo della strumentazione chirurgica altamente specialistica e a elevata tecnologia richiede, oltre a competenze specifiche da parte dei professionisti per la messa in atto di buone pratiche secondo procedure standardizzate, anche l’utilizzo di apparecchiature controllate e un’attenta ed efficace gestione dei dispositivi medici, che costituisce un valore per le aziende sanitarie in termini di costi e sicurezza.
L’attenta gestione del processo di sterilizzazione presuppone obiettivi massima sicurezza possibile per il paziente e l’operatore; il miglioramento della qualità grazie al controllo per punti di processo e la standardizzazione dei metodi di lavoro; il costante aggiornamento delle conoscenze e la messa in atto delle migliori pratiche; l’incremento dell’efficienza mediante l’eliminazione dei passi non necessari, la condivisione delle informazioni e l’ottimizzazione dei rapporti tra la centrale di sterilizzazione e la sala operatoria, l’agevolazione e la velocizzazione dell’operatività.
I diversi livelli di responsabilità riguardo il trattamento, il prodotto e il processo vedono coinvolti in ambito le direzioni, i servizi infermieristici, i coordinatori infermieristici, gli operatori di supporto, in ambito industriale, figure con specifiche competenze.
AIOS interagisce con tali profili per la diffusione delle conoscenze attraverso eventi formativi organizzati in tutta Italia, collabora con l’associazione europea del Word Forum for Steril Supply, corsi di formazione a distanza, pubblicazioni di articoli scientifici, forum aperti agli interessati, partecipazione a gruppi di lavoro UNI - Ente Italiano di Normazione, collabora con istituti che organizzano corsi di formazione specifica e supporto ad aziende ospedaliere nella progettazione della formazione continua. Quest’anno AIOS ha realizzato corsi in Piemonte, Sicilia, Umbria e Sardegna; in autunno si svolgeranno quelli programmati in Calabria, Puglia, Trentino e Lombardia.
L’Associazione è nata nel 1996 grazie alla lungimiranza dei fondatori che hanno compreso l’importanza della formazione nella realizzazione di un processo sicuro ed efficace per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza. Oggi il panorama Italiano è vario: ci sono contesti di gestione in house e situazioni di esternalizzazione; le attività sono sempre più complesse, anche perché un chirurgia sempre meno invasiva e più specialistica richiede un’alta tecnologia dello strumentario e delle apparecchiature.
Il XIII congresso nazionale AIOS “La sterilizzazione dei dispositivi medici, garante invisibile della sicurezza del paziente” che si è svolto a Vicenza, lo scorso anno, è stato dedicato agli operatori di sterilizzazione che con competenza, impegno e professionalità, quotidianamente lavorano dietro le quinte, affinché sale operatorie, ambulatori e strutture di degenza possano garantire prestazioni sicure ai pazienti.
I componenti del consiglio direttivo 2015-2017, completamente impegnati nelle attività anche per lo stimolante riscontro dato dai numerosi partecipanti sono il presidente Antonio Mancini, il vice presidente Agostino Inglese, il segretario, coordinatore e responsabile Marta Visentini, il tesoriere Tommaso Risitano, i consiglieri Mario Baggio, Milena Bezziccheri, Filomena Nocera ed Ernesto Sarchi, il consigliere e referente d’area Marina Pisegna Cerone , il consigliere responsabile scientifico e della formazione Ada Giampà e il referente d’area Sergio Emmanuele.

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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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