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lunedì 17 giugno, 2019

Interventi sempre più con tecniche mini invasive alla Fondazione Giglio di Cefalù. L’ultimo su un paziente di 65 anni preso in cura dall’unità operativa di urologia diretta da Francesco Curto e dall’unità operativa di chirurgia diretta da Guido Martorana.

Sul paziente è stata eseguita, interamente in laparoscopia, una nefrectomia radicale per tumore primitivo del rene e la resezione del colon per tumore primitivo dello stesso con anastomosi colica.

In sala operatoria si sono alternate l’equipe di urologia con Francesco Curto, coadiuvato da Giuseppe Coraci e l’equipe di chirurgia generale con Marzio Guccione coadiuvato Daniele De Bella con il supporto dell’anestesista Ignazio Calandrino dell’unità guidata da Giovanni Malta.

La sinergia tra le due equipe operatorie, urologia e chirurgia, ha consentito di eseguire e completare l’intervento in un unico tempo chirurgico quindi con la contemporanea asportazione dei due tumori renale e del colon. E, grazie alla chirurgia laparoscopica, la pronta e celere ripresa del paziente che è stato dimesso in 7 giorni.

“Mi congratulo – ha detto il presidente Giovanni Albano – con le unità operative coinvolte per la gestione multidisciplinare del paziente che conferma l’alto livello di performance raggiunta dalle nostre equipe nelle tecnica laparoscopica”.

“La sfida - ha aggiunto il responsabile dell’urologia Curto - è sempre più quella di impiegare tecniche innovative e tecnologia che ci consentono di realizzare una chirurgia di precisione e di assicurare al paziente un recupero più tempestivo dall’atto operatorio”.

26 vl/com 2019

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ALBANO: PUNTIAMO ALLA CHIRURGIA LAPAROSCOPICA E ROBOTICA

Francesco Curto, siciliano, (classe 74) è il nuovo responsabile dell’unità operativa di urologia della Fondazione Giglio di Cefalù.
Curto, esperto in chirurgia laparoscopia e robotica, è cresciuto professionalmente in Germania accanto al professor Paolo Fornara, pioniere della chirurgia laparoscopia al rene, e in Francia dove ha lavorato con due dei maggiori esperti di chirurgia laparoscopica e robotica i professori Richard Gaston e Thierry Piechaud. Poi il ritorno in Sicilia con ultimo incarico, dopo Palermo, all’ospedale di Ragusa.

Ha al suo attivo un’esperienza di 3000 interventi, come primo operatore, di cui 600 eseguiti in chirurgia laparoscopica sul tumore prostatico, renale, vescicale e su altre patologie funzionali come la sindrome del giunto pieloureterale e il prolasso degli organi pelvici della donna.

“Acquisiamo nel nostro Istituto – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – un’alta professionalità con l’obiettivo di posizionarci su una chirurgica laparoscopica in urologia al passo con le migliori aziende sanitarie italiane. Svilupperemo, inoltre, la chirurgia robotica e creeremo una “prostate unit” che prenderà in carico, a 360 gradi, il paziente dalla fase diagnostica e per tutto il percorso di cura sino ai follow up”.

“L’obiettivo – ha sottolineato Francesco Curto – è quello di strutturare a Cefalù la chirurgia mi-nimamente invasiva che permette di garantire il miglior risultato oncologico e funzionale, riducendo tempi di degenza e velocizzando il recupero post operatorio. Il tutto all’interno di una cornice di umanizzazione del trattamento in cui il paziente è al centro dell’attenzione medica e infermieristica. La chirurgia laparoscopia e robotica consentono, nel tumore alla prostata, di preservare la potenza sessuale e la continenza urinaria in una più alta percentuale di pazienti trattati”.

Curto ha, inoltre, anticipato che presto sarà inaugurato “l’ambulatorio rosa” che si occuperà delle patologie urologiche al femminile e quindi di prolasso degli organi pelvici, incontinenza urinaria e dolore pelvico cronico. "Patologie – ha aggiunto il neo responsabile – che saranno trattate con tecniche laparoscopiche”.

L’urologia del Giglio punterà anche sulla ricerca e sulla formazione nel campo della chirurgia mininvasiva.

A supporto delle attività della nascente “prostate unit” anche la diagnostica per immagini della Fondazione Giglio che già esegue la risonanza magnetica multiparametrica, gold standard per la diagnosi del tumore alla prostata e la biopsia prostatica mirata con fusione di immagini eseguita negli ambulatori di urologia.

15 vl/com 2019

Francesco Curto sarà ospite della puntata di #ospedalerisponde di mercoledì 3 aprile, alle ore 15.30, in diretta Facebook, sulla pagina della Fondazione Giglio. 

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Rivedi online la puntata di #ospedalerisponde dedicata alla chirurgia laparoscopica con l'intervento del chirurgo Guido Martorana in studio con il giornalista Vincenzo Lombardo.

#ospedalerisponde è una rubrica curata dall'ufficio stampa della Fondazione Giglio 

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Rivedi online la puntata di #ospedalerisponde dedicata alle patologie del colon retto con l'intervento del chirurgo Guido Martorana.

#ospedalerisponde è una rubrica curata dall'ufficio stampa della Fondazione Giglio, diretto da Vincenzo Lombardo

 

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Lunedì, 05 Marzo 2018 18:17

Quando la cura è migliore al Sud

da Panorama del 28.02.2017

di Luca Sciortino

Quanto la cura è migliore al Sud

A volte la realtà s'incarica di contraddire i cliché. Una nuova tecnica che usa una sostanza fluorescente chiamata “verde di indocianina” nelle operazioni di asportazione dei tumori al fegato, applicata dal chirurgo Marcello Spampinato all'Ospedale della Fondazione Giglio di Cefalù, rappresenta un caso di eccellenza nella cura al sud d'Italia.

Spampinato ha una vasta esperienza nella chirurgia oncologica del fegato, del pancreas e delle vie biliari acquisita lavorando in vari centri di riferimento europei epatobiliopancreatici. Panorama gli ha chiesto di spiegare perché un ammalato di tumore al fegato potrebbe beneficiare di un'operazione effettuata con questa tecnica.

Dottor Spampinato, ci spiega in che cosa consiste esattamente la tecnica dell'indocianina?
Nel caso dei tumori epatici circa 24 ore prima dell'intervento si inietta nel paziente una sostanza innocua chiamata verde indocianina. Questa sostanza evidenzia meglio il tumore durante l'operazione e aiuta il chirurgo a non lasciare residui. Non solo, l'indocianina permette di individuare piccole metastasi che sfuggono alle Tac o alle risonanze magnetiche effettuate prima dell'intervento.

Siete i primi a usare questa tecnica?
No. Viene già utilizzata in vari centri di riferimento europei tra cui il Paul Brousse di Parigi, specializzato nella cura del fegato. Presso l’Istituto Fondazione G. Giglio di Cefalù abbiamo già operato sei pazienti con successo.

Dove veniva applicata questa tecnica prima?
Dapprima nel campo dell'oculistica. Poi sono arrivate le applicazioni nella colecistectomia laparoscopica e nell'asportazione dei linfonodi per individuare quelli patologici e, nelle resizioni coliche per la valutazione della vascolarizzazione del colon residuo prima di eseguire l’anastomosi. Adesso è venuto il momento del fegato e le prospettive sono ottime.

Quindi la maggior parte degli ospedali italiani non usano questa tecnica?
Possiamo affermare che si tratta sempre di operazioni ecoguidate ma che l’utillizo della fluorescenza riduce il rischio di residui del tumore durante l'operazione.

E' una tecnica costosa?
Non molto. La sostanza fluorescente costa pochissimo, anche se l'apparecchiatura necessaria per questo tipo di operazione ha un costo, sebbene non esagerato.

Ci sono rischi?
Per i pazienti nessuno, anzi possono solo beneficiarne. Però è importante notare che questa tecnica deve essere applicata in centri dedicati che fanno laparoscopia epatica. Non basta solo avere il verde indocianina ci vogliono competenze in chirurgia mini-invasiva del fegato

Quindi tutti i centri che usano il robot Da Vinci vanno bene?
Sì, appunto.

Per il futuro?
Guardi, il mio impegno è quello di curare le persone in Sicilia nel migliore dei modi, dando loro le stesse possibilità dei pazienti che decidono di curarsi al nord. Nonostante le difficoltà, questo è un piccolo passo importante in questa direzione per la nostra regione.

 

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Martedì, 13 Febbraio 2018 11:50

Tecnica innovativa per chirurgia del Fegato

IL DIRETTORE VIRGILIO: NOSTRO OSPEDALE SEMPRE PIÙ QUALIFICATO IN ONCOLOGIA

Eseguiti alla Fondazione Giglio di Cefalù i primi cinque interventi di asportazione di tumori al fegato per via laparoscopica con l’innovativa tecnica della fluorescenza o del verde di indocianina.
L’indocianina è una sostanza, innocua per l’organismo, che viene iniettata al paziente 24 ore prima dell’intervento e consente di identificare nel fegato, con precisione, il tumore.
“La resezione epatica, grazie ad una apposita apparecchiatura – spiega il responsabile della chirurgia del Giglio, Marcello Spampinato - viene guidata dalla “fluorescenza” e l’asportazione del tumore viene completata evitando di lasciarne residui, soprattutto in prossimità dei margini di resezione. La indocianina – evidenzia il chirurgo - passa attraverso i tessuti del corpo e viene trattenuta solo nell’area attorno al tumore primitivo o alle metastasi”.
Uno straordinario passo avanti nella lotta ai tumori del fegato – afferma il direttore generale Vittorio Virgilio – che vede l’ospedale di Cefalù sempre più qualificato nella vocazione oncologica e protagonista nell’acquisizione di tecnologie e tecniche all’avanguardia”.
“Il colorante utilizzato – tiene a sottolineare Spampinato - permette ai chirurghi di scoprire anche piccole metastasi non visibili a TC e risonanza magnetica preoperatorie. Siamo una delle prime equipe chirurgiche in Italia - conclude Spampinato – ad utilizzare questa recentissima innovazione tecnologica sul fegato”.
I casi eseguiti al Giglio di Cefalù saranno presentati al congresso mondiale di chirurgia epato- bilio-pacreatica che si terrà a Ginevra, in Svizzera, a settembre 2018.
“L’unità operativa complessa di chirurgia generale della Fondazione Giglio si colloca così nel panorama nazionale ed internazionale di eccellenza in chirurgia epato-bilio-pancreatica”.

2 vl/com 2018
 

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Rivedi online la puntata di #ospedalerisponde dedicata alla chirurgia senologica con ospite il chirurgo oncoplastico Roberto Gennari.

Nel corso della trasmissione, condotta dal giornalista Vincenzo Lombardo, Gennari sottolinea lo sviluppo della chirurgia del seno e illustra le tecniche ricostruttive post intervento di asportazione del tumo

 

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Arriva Gennari chirurgo oncoplastico con esperienza internazionale

La Fondazione Giglio di Cefalù rilancia l’attività della Breast Unit (unità di senologia) con la definizione del percorso diagnostico e terapeutico di assistenza e l’implementazione dell’equipe multidisciplinare, diretta dal senologo Ildebrando D’Angelo.

A completare la squadra arriva, dalla Lombardia, Roberto Gennari, con una vasta esperienza in chirurgia senologia maturata all’IEO di Milano, sotto la direzione del professore Umberto Veronesi, alla Fondazione Maugeri di Pavia, sotto la direzione del professore Alberto Costa, e con l’idoneità come full professor per la Breast Cancer Surgery ottenuta presso la facoltà di medicina di Aachen in Germania.

“Portiamo a Cefalù con Gennari - ha detto il direttore generale Vittorio Virgilio - una chirurgia moderna e innovativa che avrà una grande attenzione anche all’aspetto estetico delle donne sottoposte ad intervento.

Ci proponiamo come una realtà - ha aggiunto Virgilio - che possa raccogliere e rispondere ai massimi livelli alle esigenze della popolazione siciliana sulla patologia neoplastica più frequente nelle donne”.

Punto di forza della riorganizzata breast unit sarà rappresentato anche dall’arrivo del neo chirurgo Gennari con al suo attivo oltre 3000 procedure chirurgiche per tumori della mammella trattati da primo operatore sia nella fase demolitiva per l’asportazione del tumore sia per la ricostruzione con tecniche di chirurgie oncoplastiche.

“Un chirurgo a tutto campo – ha sottolineato il manager - che arricchirà anche l’equipe di chirurgia generale diretta da Marcello Spampinato e che potrà dare anche un importante contributo nell’attività di ricerca in senologia”.

“A Cefalù, nella chirurgia della mammella – ha anticipato Roberto Gennari - applicheremo tecniche all’avanguardia con un approccio multidisciplinare della patologia mammarie come richiesto dalle linee guida internazionali. Sarà anche molto importante instaurare protocolli di ricerca scientifica che ci permetteranno di avere contatti con centri di eccellenza italiani ed esteri”.

Nel curriculum di Gennari ci sono ben 150 pubblicazione scientifiche e diversi incarichi di docenza.

La breast unit del Giglio nel 2017 ha seguito oltre 2000 pazienti effettuando: 2500 mammografie e 2000 ecografie, 150 risonanze magnetiche (esame di secondo livello) e oltre 250 ago-biopsie. 120 pazienti sono state sottoposte all’ intervento di chirurga mammaria. Il 60 percento dei pazienti che si è rivolto, nel 2017, alla senologia del Giglio arriva da fuori del distretto sanitario di Cefalù.

“E’ un dato che dimostra - ha detto il senologo D’Angelo - come questo servizio sia cresciuto divenendo riferimento non solo per il territorio ma anche per diverse province siciliane.

La Breast unit del Giglio dispone anche di una Iort per la radioterapia intraoperatoria che “contiamo di poter riattivare - ha spiegato D’Angelo - per ridurre i tempi del trattamento complementare post operatorio da 6 settimane a tre, e in casi selezionati, effettuarla in un’unica seduta contestuale all’intervento”.

La Breast unit si avvale oltre che del chirurgo senologo dedicato, anche di due oncologi Giovanni Sortino e Gianfranco Pernice, oltre che del responsabile Massimiliano Spada, dell’anatomo patologo Giancarlo Pompei, dello psicologo clinico Gaetano Castronovo (che afferisce al servizio di psicologia diretto da Giuseppe Rotondo), dei medici nucleari Pierpaolo Alongi e Roberta Gentile, dei radiologi senologi Rossella Tinaglia e Gaspare Cucinella.

26 vl/com 2017

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È IN PROGRAMMA IL 14 E IL 21 OTTOBRE PRESSO LA BASE LOGISTICA BOTTA

Si svolgerà, quest'anno, in due giornate sabato 14 e sabato 21 ottobre il congresso di oncologia della Fondazione Giglio di Cefalù che avrà come focus la "Strategie Terapeutiche in ambito oncologico: la chirurgia "tailored" nell'era delle terapie di precisione". Sede congressuale è la Base Logistica Addestrativa "Caserma Botta" sul lungomare di Cefalù.

A presiedere il congresso sarà il direttore generale della Fondazione Giglio, Vittorio Virgilio, mentre responsabili scientifici saranno i medici Massimiliano Spada e Marcello Spampinato rispettivamente responsabili dell'unità operativa di oncologia e di chirurgia generale della Fondazione Giglio.

"Il congresso, strutturato in due incontri - anticipano i medici Spada e Spampinato - ha lo scopo di discutere in modo multidisciplinare le problematiche diagnostiche e terapeutiche che ciascun medico incontra quotidianamente affrontando le patologie oncologiche. Si definirà il miglior percorso diagnostico terapeutico per ciascuna patologia discussa e si definiranno i “gold standard terapeutici” secondo la Evidence Based Medicine. Ogni specialista presenterà lo stato dell’arte in ambito diagnostico e terapeutico e si confronterà in un dibattito che coinvolgerà anche i Medici di Medicina Generale così da agevolare l’auspicata integrazione Ospedale –Territorio".

Cinquantotto i relatori chiamati ad approfondire la tematica del convegno. L'inizio dei lavori, per entrambe le giornate, è previsto per le ore 9 a.m.

La partecipazione all’iniziativa consente di maturare 16 crediti formativi riconosciuti da A.Ge.Nas

Per iscriversi occorre contattare la segreteria organizzativa "SoleBlu" alla seguente email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. telefono 091.323064

Il programma completo del congresso si può consultare sul sito ospedalegiglio.it

19 vl/come 2017

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"Sono fatti e vicende del 2012 del tutto estranei alla nuova gestione della Fondazione Giglio di Cefalù”. Lo afferma il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano, alla guida del Cda dal 2015, in merito all’inchiesta della Procura della Repubblica di Termini Imerese.

“Il nuovo corso della Fondazione Giglio con questi fatti non c’entra nulla”, ribadisce il presidente. “Ci siamo dati, dall'insediamento criteri e regole di trasparenza anche sulla gestione delle liste di attesa. E’ stato un vero e proprio cambio di verso che ha portato al risanamento anche economico della Fondazione Giglio.

Mi spiace, che il ritorno in cronaca, in un momento delicato che vive la Fondazione, di questa vicenda che - ribadisco - non ci appartiene, possa danneggiare l'immagine di un ospedale e dei suoi operatori a cui i pazienti si rivolgono con grande fiducia.

Fra l’altro - aggiunge Albano - questa vecchia inchiesta fa riferimento alla chirurgia generale il cui responsabile non è più dipendente della Fondazione Giglio.

Ribadiamo la massima collaborazione - conclude Albano - con l'autorità inquirente affinché si arrivi rapidamente ad una verità processuale che possa far emergere il nuovo corso dato, in questi anni, alla nuova Fondazione Giglio di Cefalù”.

15 vl

mobile 335-8382991

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La Fondazione

La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.

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G. Giglio di Cefalù

Contrada Pietrapollastra - Pisciotto
90015 Cefalù (PA)
Tel: +39 0921 920 111
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